Archivio Aprile 2011

Ancora il Centro Storico al centro del dibattito politico di Montorio. I cittadini del Centro Storico si chiedono quanto tempo dovranno ancora attendere per tornare alle proprie case danneggiate dal sisma del 2009. Pubblichiamo una lettera al sig. Sindaco del Cons. Persia ed una Nota del Resp. della Segreteria del Commissario Delegato alla Ricostruzione, che risponde in merito alla modalità di affidamento d’incarico scelta dai Comuni del cratere sismico.

Egr. Sig.
Sindaco
Casa Comunale
Via P. De Angelis
Montorio al Vomano ( TE )
Oggetto: Piano di Ricostruzione
In qualità di Consigliere Comunale e di cittadino residente nel “ Centro Storico “ di Montorio al Vomano, richiamato il dibattito che sulla specifica tematica si è svolto nell’adunanza del Consiglio Comunale del 10.03.2011, Le
chiedo
A ) qual è lo stato del procedimento ( come disciplinato dal decreto n. 3 del 9 marzo 2010 del Commissario Delegato per la Ricostruzione ) finalizzato alla predisposizione ( attraverso lo strumento dell’” affidamento diretto “ da Lei scelto ) del Piano di Ricostruzione del “ Centro Storico “;
B ) perché, ad oggi, il detto procedimento non è pervenuto ancora a compiuta definizione, considerato che l’art. 6 del prelodato decreto attribuisce – in via esclusiva – a Lei e all’Ente Comunale la relativa competenza.
Le preciso che il ritardo nell’approntamento e nell’attuazione del Piano di Ricostruzione sta causando ( oltre che disagi incommensurabili, sotto il profilo abitativo, ai cittadini residenti nell’area in questione, anche ) gravissimi danni agli immobili tutti ed alle attività professionali, commerciali ed artigianali esistenti nell’ambito del perimetro della “ Città Vecchia “.
Le puntualizzo, inoltre, che l’iter del Piano di Ricostruzione non può tollerare ulteriori proroghe e/o ritardi e che, laddove questi si dovessero verificare, evidente sarebbe la responsabilità per “ danno da ritardo “ degli amministratori municipali.
La prego di rispondermi entro e non oltre il 30.04.2011.
Montorio al Vomano, lì 27.04.2011 Avv. Gersan Persia – Cons. Comunale
Con nota prot. n. 7620/AG del 13.04.2011, il Responsabile della Segreteria del Commissario Delegato per la Ricostruzione, Avv. Antonio Morgante, ha reso noto al Consigliere Comunale Gersan Persia che:
a ) “ in merito alla attività di predisposizione delle procedure amministrative e tecniche necessarie ai fini della ricostruzione dei centri storici, con nota inviata via fax dal Comune di Montorio al Vomano, in qualità di rappresentante dell’area omogenea 3, è stato comunicato alla Struttura Tecnica di Missione del Commissario delegato LA VOLONTA’ DI AVVALERSI DELLO STRUMENTO DELL’AFFIDAMENTO DIRETTO “;
b ) “ pertanto, l’area omogenea 3, di cui fa parte il Comune suddetto, HA DECISO DI SERVIRSI DI TECNICI DI FIDUCIA PER GESTIRE LA RICOSTRUZIONE DEI PROPRI CENTRI STORICI.

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La recente vicenda, peraltro discussa in Consiglio Comunale, relativa ai tagli subiti dal servizio di Pronto Soccorso della Croce Bianca di Montorio al Vomano, deve portare tutti a delle riflessioni; come e perchè si è arrivati a questo dolente taglio? Fino ad oggi cosa è stato fatto per evitare quanto successo? A voi le risposte. Pubblichiamo di seguito l’articolo del Consigliere Comunale Persia in merito al tema proposto.

UTOPIA ?
La vicenda relativa al possibile smantellamento della sede e del “ Servizio 118 “ nel territorio comprensoriale del Comune di Montorio al Vomano si inscrive nella parabola discendente che da circa venti anni caratterizza la storia della comunità montoriese.
Una storia negativamente contrassegnata, sul piano economico e sociale, da pesanti sconfitte, che hanno generato, a loro volta, una sensibile limitazione dei diritti civili e sociali dei cittadini tutti ( ma, soprattutto, di quelli, sempre più numerosi, appartenenti alle classi sociali meno abbienti ), con un consequenziale impoverimento collettivo.
Nell’arco di tempo sopra considerato, invero, Montorio:
1 ) ha perduto o non ha avuto servizi, di natura pubblicistica e privatistica ad un tempo, di primaria importanza ( l’azienda elettrica, la comunità montana, la pretura, il pubblico macello, l’enel, il cinematografo );
2 ) ha dovuto rinunciare ad opere infrastrutturali che, certamente, se realizzate, avrebbero cambiato – in senso positivo – il suo destino ( rete autostradale e relativo casello );
3 ) ha visto dissolversi, progressivamente, l’esistente tessuto economico – imprenditoriale ( costituito da imprese operanti nei settori del mobile, delle calzature, della carne e, più in generale, del commercio e dell’artigianato );
4 ) ha rifiutato l’insediamento sul proprio territorio di aziende che avrebbero portato una maggiore occupazione e, dunque, un maggiore benessere per tutti ( Sebino Est ), sul rilievo ( indimostrato ed inveridico ) che tale insediamento, ove fosse stato consentito, avrebbe favorito l’affermazione di “ un modello di sviluppo economico disorganico e disordinato “( è appena il caso di evidenziare che un noto filosofo del diritto ha icasticamente osservato che la garanzia dei “ diritti ai minimi vitali “ è il presupposto non solo della sopravvivenza individuale, ma anche dello sviluppo economico dell’intero corpo sociale ).
Perché tutto questo è accaduto e continua ad accadere ? A chi va ascritta la responsabilità ( perché è indubbio che dei responsabili vi sono ) di tutto ciò ?
Questa responsabilità deve essere imputata al ceto politico, vale a dire, a tutti coloro che – nel torno di tempo in parola – hanno governato ed amministrato la cittadina montoriese .
E lo deve essere sulla base del seguente, articolato, ragionamento:
A ) sul piano generale, il sistema partitocratico presenta questo tratto distintivo: le tessere di partito non sono più strumenti per affermare la propria appartenenza politica, ma “ quote di proprietà “ dell’organizzazione e le stesse servono per ottenere voti congressuali, ovvero cariche di partito, che consentono di rivendicare ruoli pubblici sui quali il partito stesso estende la propria influenza ( Davigo );
B ) a motivo di quanto precede e nello specifico, la relazione sussistente – sotto il profilo politico – tra gli uomini politici e di partito montoriesi ( nessuno escluso: di centro – destra come di centro – sinistra ) e quelli di più elevato rango istituzionale e/o partitico è di potestà – soggezione, nel senso che i primi ( allo scopo di sostenere la carriera dei loro “ signori feudali “, dai quali , ricevono – quale premio per la loro fedeltà – tangibili riconoscimenti che si sostanziano nella collocazione in questo o in quell’ente pubblico ovvero nell’attribuzione di un incarico più prestigioso nel partito ) si reputano politicamente responsabili e vincolati nei confronti di questi ultimi ( spesso, uomini di una mediocrità imbarazzante ), ai quali ( mediante il controllo e la gestione, internamente, del tesseramento e, esternamente, dell’ente municipale, sul quale si proiettano, inevitabilmente, i delicati equilibri di potere formatisi in seno all’associazione partitica ) assicurano e dai quali incassano ( in forza di un criterio di mero scambio riassumibile nel brocardo latino “ do ut des “ ) quanto avanti si è puntualizzato con l’inciso parentetico, e non già ( come invece dovrebbe essere ) nei riguardi dei cittadini che su di essi hanno indirizzato i loro suffragi elettorali;
C) per effetto di questo perverso meccanismo, all’interno degli stessi organismi istituzionali, vengono riprodotti, al centro ( Regione – Provincia ) come in periferia ( Comune ), gli assetti di potere ( fondati su una logica meramente espropriativa e spartitoria di tutto quanto possa essere oggetto di occupazione e di appropriazione ) esistenti dentro ai partiti politici;
D ) ulteriore e ancor più grave conseguenza di tale meccanismo è che i quadri politici e dirigenti locali, al fine di conservare e di perpetuare le posizioni di rendita politica guadagnate con le modalità sopra specificate, accettano – a livello politico e decisionale — di essere degradati al ruolo di semplici comprimari.
Ne discende, che non avendo – per i motivi innanzi indicati – la classe dirigente locale “ peso specifico “ alcuno in ambito provinciale e regionale, tutte le volte in cui si procede, dall’alto e per le cause più disparate, alla soppressione e/o al ridimensionamento di servizi essenziali per i cittadini abruzzesi , è sempre la comunità montoriese ad essere penalizzata dai relativi “ tagli “ ( a beneficio di altre realtà comunitarie “ politicamente “ più forti ).
Come uscire da questa umiliante condizione di palese subalternità ?
Certamente recuperando quel “ senso civico “ che per troppo tempo è rimasto negletto e tornando a “ fare politica “ , avendo, però, contezza del fatto che la vera “ Politica “ coincide e si identifica con la dimensione dei pubblici interessi, vale a dire degli interessi di tutti i cittadini, ciascuno dei quali è titolare ( questo aspetto non dovrebbe essere mai dimenticato ! ) di un “ frammento di sovranità popolare “.
L’avveramento di questa condizione permetterebbe ai montoriesi:
a ) di selezionare, finalmente e attraverso oculate scelte elettorali, degli uomini politici capaci di confrontarsi – su un piano di pari dignità – con i rappresentanti delle istituzioni pubbliche sovraordinate all’ente comunale e di far valere, nelle competenti sedi, i loro diritti e le loro legittime aspettative;
b ) correlativamente, di eleggere almeno un consigliere regionale ( non importa di quale partito politico ) e, quindi, di avere un delegato nella cd. “ stanza dei bottoni “, dove le decisioni che li riguardano vengono assunte ( questo, tuttavia, postula un accordo preventivo – e ricognitivo della funzione di guida di Montorio — con le altre realtà comunitarie dell’entroterra teramano e una prova di forza con Teramo, prova che potrà essere superata soltanto se, fermo tutto quanto sopra è stato opinato , Montorio stessa sarà in grado di elaborare e proporre un complessivo ed organico progetto politico teso al rilancio – sociale, economico e culturale – della cd. “ Montagna “ ).
E’ soltanto utopia ? Ma qualcuno ha detto che “ il progresso è la realizzazione dell’utopia “.
Montorio, lì 16.04.2011 Avv. Gersan Persia – Consigliere Comunale

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 Stemma del Comune di Montorio al VomanoNel riquadro in basso a sinistra del nostro blog potete consultare (cliccandoci sopra) e scaricare i documenti relativi alla risposta del Sig. Sindaco al Cons. Com. Persia in relazione alla ricostruzione post – sisma 2006.
Ora l’unica cosa che si chiederanno i nostri cittadini è questa: “Quando sarà pronto il Piano di Ricostruzione?”.  Speriamo presto.

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