Archivio Maggio 2012

La fontana già era stata acquistata da tempo… Siamo senza parole.

Articolo del Cons. Persia.

IL GIOCO DELLE TRE CARTE ( SECONDA PARTE )
I provvedimenti amministrativi segnalatimi da un cittadino ( deliberazione della Giunta Municipale n. 227/2011 e determinazioni del Responsabile dell’Area Urbanistica nn. 31 e 32 del 04/05.04.2012 ) aggravano ulteriormente le posizioni del Sindaco e dell’Assessore al Bilancio.
Dall’esame del contenuto dei predetti provvedimenti si evince che:
a ) nel novembre scorso, la Giunta “ si è determinata per la realizzazione di una fontana da ubicarsi nel centro abitato del capoluogo ”, senza ( incredibile dictu ) indicare il luogo nel quale la fontana stessa sarebbe stata localizzata ( in realtà, il sito era già stato stato trovato: v. infra );
b ) con questa decisione si è voluto compensare la programmata rimozione della fontana “ esistente nell’ex Viale Duca degli Abruzzi ( perché “ ex ” ? ndr. ) ”, che, “ a causa del suo deterioramento ( in verità: a motivo della sua omessa manutenzione: ndr. ), non è più funzionante e deve pertanto essere demolita, non essendo economicamente vantaggioso procedere alla sua riparazione ”;
c ) effettivamente, è stata acquistata una “ fontana-cascata rustica in granito naturale ” verso il corrispettivo di E 29.645,00;
d ) con la deliberazione di venerdì scorso ( non ancora pubblicata ) la Giunta ( con l’eccezione del vice Sindaco ) ha scelto ( si fa per dire: la scelta – come oggi pare evidente – era già stata fatta a novembre ! ) il sito, individuandolo nell’area ex Agip.
Quanto sopra, con buona pace dei cittadini, delle minoranze consiliari e del Coordinatore del PD locale, nonché delle ( dissanguate ) casse comunali.
Siamo stati presi in giro tutti ! Questa è la verità !
Per quanto mi riguarda, ritengo che per il Sindaco e la sua Giunta il tempo sia scaduto e, nelle prossime settimane, metterò in atto ogni e qualsiasi iniziativa ( per carità, sempre confinata nei limiti della stretta legalità ) diretta a “ LIBERARE ” Montorio da questa accolta di pessimi POLITICANTI.
Montorio al Vomano, lì 27.05.2012
Avv. Gersan Persia – Consigliere

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Articolo del Cons. Persia.

IL GIOCO DELLE TRE CARTE
NEL CORSO DELL’ADUNANZA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 30.04.2012, IL SINDACO ASSICURO’ CHE – QUANTO ALLA SCELTA SULLA DESTINAZIONE DA DARE ALL’AREA EX AGIP – AVREBBE COINVOLTO LE MINORANZE.
IERI MATTINA, HO SAPUTO CHE LA GIUNTA MUNICIPALE ( CON LA DISERZIONE DI UN IMPORTANTE SUO MEMBRO, IL QUALE HA ABBANDONATO IL CONSESSO GIUNTALE IN SEGNO DI EVIDENTE DISSENSO ) HA DELIBERATO SUL RELATIVO OGGETTO: AL MOMENTO, IGNORO IL CONTENUTO DISPOSITIVO DELLE CONCRETE DETERMINAZIONI ADOTTATE DALL’ANZIDETTO ORGANO ESECUTIVO, IN QUANTO LA DELIBERAZIONE IN ARGOMENTO NON E’ STATA ANCORA DATTILOSCRITTA E/O STAMPATA.
SEMPRE IERI MATTINA, HO CASUALMENTE INCROCIATO ( IN MOMENTI TEMPORALMENTE DISTINTI ), PRIMA, L’ASSESSORE MARCO CITEREI ( IL QUALE, PUR NON AVENDO DELEGA ALCUNA IN ORDINE ALLA SOGGETTA MATERIA, TUTTAVIA, CON RIFERIMENTO ALLA STESSA, PARE – MISTERIOSAMENTE – CHE SIA L’ESCLUSIVO DEPOSITARIO DEL RELATIVO POTERE DECISIONALE ) E, QUINDI, IL SINDACO E, DOPO AVER RAMMENTATO AD ENTRAMBI IL PRECITATO IMPEGNO DALL’AMMINISTRAZIONE MUNICIPALE SOLENNEMENTE ASSUNTO IN SEDE DI ASSEMBLEA CITTADINA E AVER PROTESTATO PER L’AVVENUTA SUA VIOLAZIONE, LI HO ACCUSATI, CON UNA CERTA ENERGIA, DI “ SLEALTA’ ” POLITICA.
L’ASSESSORE CITEREI MI HA TESTUALMENTE RISPOSTO: “ LA TUA ACCUSA RAPPRESENTA UN SEMPLICE PUNTO DI VISTA ”: HO REPLICATO OBIETTANDOGLI CHE LA MAGGIORANZA NON AVEVA TENUTO FEDE ALL’IMPEGNO DI CUI SI ERA GRAVATA DAVANTI ALL’ASSISE CIVICA E CHE QUESTO DATO PRESENTAVA – INCONTROVERTIBILMENTE – IL CRISMA DELLA “ OGGETTIVITA’ ”, POSTO CHE ERA INCONTESTABILE L’ESTROMISSIONE DELLE MINORANZE DAL PROCESSO DECISIONALE AFFERENTE ALLA DESTINAZIONE DA ASSEGNARE ALLA PORZIONE DI AREA PUBBLICA SU MENTOVATA.
IL PRIMO CITTADINO, DA PARTE SUA, SI E’ GIUSTIFICATO ASSERENDO CHE L’ASSESSORE CITEREI GLI AVEVA RIFERITO CHE IO AVREI ESPRESSO PARERE FAVOREVOLE ALLA SCELTA CALDEGGIATA DALL’AMMINISTRAZIONE ( SCELTA CHE IO NON CONOSCEVO E DI CUI, TUTTORA, NON HO CONTEZZA: SI PARLA, AL RIGUARDO, DELLA COSTRUZIONE DELL’ENNESIMA FONTANA, CHE ANDREBBE AD AGGIUNGERSI A QUELLE REALIZZATE – E POI LASCIATE AL LORO DESTINO – IN VIALE DUCA DEGLI ABRUZZI, IN VIALE RISORGIMENTO, IN LARGO ROSCIANO E VIA MADONNA DEL PONTE ), NEL CONTEMPO INVITANDOMI AD INCONTRARMI RISERVATAMENTE CON LUI PER DIRIMERE OGNI QUESTIONE RELATIVA ALLA VICENDA QUI CONSIDERATA.
HO RIBATTUTO CHE TALE INCONTRO SAREBBE STATO INUTILE, ATTESO CHE LA GIUNTA SI ERA ORMAI ESPRESSA SUL TEMA E CHE LA MEDESIMA ( LADDOVE IO AVESSI INDICATO UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA RISPETTO A QUELLA GIA’ DELIBERATA ) MAI AVREBBE REVOCATO ( PER INTUITIVE RAGIONI ) LE SUE PRIMITIVE DETERMINAZIONI.
IL DOTT. DI GIAMBATTISTA HA INSISTITO AFFINCHE’ L’INCONTRO, COMUNQUE, SI TENESSE E, ALL’UOPO, MI HA CONVOCATO PRESSO LA RESIDENZA MUNICIPALE PER LA PRIMA MATTINATA DEL PROSSIMO 30.05.2012.
HO DECISO DI DECLINARE L’INVITO SINDACALE: L’INCONTRO NON SORTIREBBE ESITO ALCUNO E SERVIREBBE SOLTANTO A LEGITTIMARE UNA SCELTA SCELLERATA ( A MOTIVO DELLA ATTUALE CONGIUNTURA ECONOMICA, CHE ESIGEREBBE IL DIROTTAMENTO DELLE PUBBLICHE RISORSE IN DIREZIONE DI OBIETTIVI SOCIALMENTE RILEVANTI E NON DI OPERE MOLTO COSTOSE E DI CARATTERE APERTAMENTE VOLUTTUARIO ), DI NESSUN RILIEVO PUBBLICISTICO E FINALIZZATA UNICAMENTE A SODDISFARE IL BISOGNO DI VANITA’ DI UN MANIPOLO DI UOMINI PRIVI DI CULTURA AMMINISTRATIVA E MANIFESTAMENTE CARENTI DI CAPACITA’ GESTIONALI.
OLTRE CHE POLITICAMENTE SLEALI: DELL’EPISODIO QUI SEGNALATO NON CONSTANO PRECEDENTI NELLA RECENTE VITA PUBBLICA DELLA NOSTRA CITTA’ E LO STESSO POSSIEDE L’IDONEITA’ A SEGNARE INDELEBILMENTE E IN TERMINI NEGATIVI LA INSIGNIFICANTE “ STORIA ” DI QUELLA CHE SI STA PALESANDO LA PEGGIORE CLASSE DIRIGENTE CHE MONTORIO ABBIA MAI AVUTO.
MONTORIO, LI’ 26.05.2012 AVV. GERSAN PERSIA – CONS. COMUNALE

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AMIANTO = MALATTIA = SOFFERENZA = MORTE
IN DATA 16.03.2012 HO, PER L’ENNESIMA VOLTA, SOLLECITATO IL SINDACO A PORRE IN ESSERE TUTTE LE MISURE DI ORDINE IGIENICO – SANITARIO NECESSARIE PER ELIMINARE I SITI DI AMIANTO DISSEMINATI SUL TERRITORIO COMUNALE.
NELL’ULTIMA ADUNANZA DEL CONSIGLIO COMUNALE ( 30.04.2012 ) E CON NOTA DEL 09.05.2012 HO REITERATO LA SUDDETTA RICHIESTA.
CON NOTA DATATA 12.05.2012, IL PRIMO CITTADINO MI HA PUNTUALIZZATO DI AVER PROVVEDUTO “ AD INTERESSARE GLI UFFICI COMUNALI PER TUTTE LE VERIFICHE DEL CASO, IVI COMPRESE QUELLE RELATIVE ALL’ACCERTAMENTO DELLA COMPETENZA DI ALTRI SOGGETTI PUBBLICI ”.
QUESTO SIGNIFICA CHE IL SINDACO NON HA ASSUNTO ALCUN PROVVEDIMENTO IN MERITO AL GRAVE PROBLEMA QUI CONSIDERATO E CHE, MOLTO PROBABILMENTE, NON NE ADOTTERA’ IN FUTURO.
COSI’ STANDO LE COSE, INVITO I CITTADINI A
SEGNALARMI, A MEZZO DEL SERVIZIO POSTALE, IN FORMA ANONIMA E ATTRAVERSO UN IDONEO MATERIALE FOTOGRAFICO ( SUL QUALE INDICARE IL LUOGO RAPPRESENTATO: VIA, FRAZIONE, CASE SPARSE, ECC. ), I SITI DI AMIANTO PRESENTI SUL TERRITORIO COMUNALE.
UNA VOLTA RICEVUTO IL PREDETTO MATERIALE FOTOGRAFICO, PROVVEDERO’ A CONSEGNARLO – QUALE DOCUMENTAZIONE PROBATORIA A CORREDO DI APPOSITA E SPECIFICA DENUNCIA – ALLE AUTORITA’ SANITARIA E GIUDIZIARIA.
MONTORIO, LI’ 19.05.2012 AVV. GERSAN PERSIA CONS. COM.
 UN SINDACO CINICO E POCO CORAGGIOSO
IL SINDACO E’ LA PRIMA AUTORITA’ SANITARIA OPERANTE IN SENO ALLA COMUNITA’ MUNICIPALE.
LA “ QUESTIONE AMIANTO ”, PERTANTO NON PUO’ LASCIARLO INDIFFERENTE, ANCHE IN CONSIDERAZIONE DELL’ELEVATO NUMERO DI SITI DI AMIANTO ( IN STATO DI DEGRADO ) RINVENIBILI SUL TERRITORIO COMUNALE.
CHE LA COMPETENZA ( IN SENSO STRETTO ) IN MATERIA SPETTI AD ALTRI ENTI ( AZIENDA SANITARIA LOCALE E AGENZIA REGIONALE PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE ) NON RILEVA: INVERO, A PRESCINDERE DA QUELLE CHE POSSONO ESSERE LE “ COMPETENZE ”, SAREBBE STATO DOVEROSO, DA PARTE DEL PRIMO CITTADINO:
1 ) ANZITUTTO, PROMUOVERE UNA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE E DI COINVOLGIMENTO DELLA CITTADINANZA SUGLI EFFETTI CHE L’AMIANTO PROVOCA SULLA SALUTE UMANA, NONCHE’ SULLE ESATTE MODALITA’ DA SEGUIRE AI FINI DELLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI CONTENENTI AMIANTO;
2 ) IN SECONDO LUOGO, ADOTTARE, IN VESTE DI AUTORITA’ SANITARIA LOCALE, LE MISURE PREORDINATE ALLA IMMEDIATA ELIMINAZIONE E/O BONIFICA DEI SITI PIU’ PERICOLOSI PER LA PUBBLICA SALUTE;
3 ) INFINE, SEGNALARE – PREVIA RICOGNIZIONE DEL TERRITORIO COMUNALE AD OPERA DEGLI AGENTI MUNICIPALI – ALLE AUTORITA’ AVANTI MENZIONATE I SITI DI AMIANTO PRESENTI IN AMBITO LOCALE, PER LA SOMMINISTRAZIONE DEI RELATIVI PROVVEDIMENTI.
QUESTO IL SINDACO AVREBBE DOVUTO ( SECONDO IL MIO OPINABILISSIMO PUNTO DI VISTA ) FARE: QUESTO IL SINDACO NON FARA’.
E NON LO FARA’ SEMPLICEMENTE PERCHE’ E’ LONTANO ANNI LUCE DALLA VITA E DAI PROBLEMI DEI CITTADINI E PERCHE’ NON POSSIEDE DUE QUALITA’ CHE SONO ESSENZIALI PER UN PRIMO CITTADINO: L’AMORE PER IL PROPRIO PAESE E IL CORAGGIO.
MONTORIO, LI’ 19.05.2012
AVV. GERSAN PERSIA –CONSIGLIERE COMUNALE

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Condividiamo, visti i fatti, le “tappe del fallimento”. Siamo al “capolinea”?

LE TAPPE DI UN FALLIMENTO

A ) LA DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA MUNICIPALE N. 83 DEL 23.04.2010 ( AVENTE AD OGGETTO: “ TARSU – DETERMINAZIONE E APPLICAZIONE TARIFFE ANNO 2010 ” ), ALLEGATA AL BILANCIO DI PREVISIONE 2010 E APPROVATA ( CON IL VOTO CONTRARIO DEI CINQUE CONSIGLIERI DI MINORANZA ) DAL CONSIGLIO COMUNALE NELL’ADUNANZA DEL 10.06.2010, FU COSI’ MOTIVATA: SI RITIENE “ DI DOVER RIDETERMINARE LE TARIFFE PER L’ANNO 2010, ANCHE IN CONSIDERAZIONE DELL’INTRODUZIONE DEL NUOVO SISTEMA DI RACCOLTA RIFIUTI PORTA A PORTA ”.
CON DETTO PROVVEDIMENTO LA TARSU ( TASSA PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI ) VENNE AUMENTATA DEL 25%.
B ) IL “ SISTEMA DI RACCOLTA RIFIUTI PORTA A PORTA ”, PERO’, E’ STATO AVVIATO SOLTANTO NEL FEBBRAIO DI QUESTO ANNO: NE DERIVA CHE, DAL 2010 E FINO A DUE MESI FA, I CITTADINI HANNO PAGATO UN SERVIZIO INESISTENTE ( DOMANDA: CHE DESTINAZIONE HANNO AVUTO LE CONSEQUENZIALI MAGGIORI ENTRATE ? ).
DAL MESE DI FEBBRAIO, QUINDI, AI CITTADINI E’ STATO FINALMENTE FORNITO L’”INNOVATIVO E MAI SPERIMENTATO ALTROVE ” ( ALMENO COSI’ SEMBRAVA, CONSIDERATA L’ENFASI CON LA QUALE NE PARLAVANO GLI AMMINISTRATORI PUBBLICI ) SERVIZIO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA “ PORTA A PORTA ”: QUESTO SERVIZIO ( AFFIDATO ALL’IMPRESA A.M. CONSORZIO E IL CUI COSTO AMMONTA AD E 3.048.000,00 SPALMATI SU UN ARCO TEMPORALE DI CINQUE ANNI ) E’ STATO, QUALITATIVAMENTE, PESSIMO.
GLI STESSI AMMINISTRATORI ( RISPONDENDO AD UNA MIA INTERROGAZIONE ) HANNO DOVUTO AMMETTERE, NEL CORSO DELL’ULTIMA SEDUTA DELL’ORGANO DI VERTICE DELL’ORDINAMENTO MUNICIPALE, CHE:
1 ) IL SERVIZIO NON COPRIVA IL 90 % DELLE UTENZE;
2 ) IL PERSONALE DELLA IMPRESA A.M. CONSORZIO NON ERA STATO ASSUNTO CON IL CONTRATTO F.I.S.E. E NON ERA STATO DOTATO DELLA PRESCRITTA DIVISA;
3 )  NON VENIVANO UTILIZZATE LE “ VASCHE BISCOMPARTO”;

4 ) LA SPAZZATRICE ERA STATA IMPIEGATA SPORADICAMENTE;

5 ) IL TELEFONO VERDE NON FUNZIONAVA.
GLI STESSI AMMINISTRATORI, TUTTAVIA, HANNO, NELL’ANZIDETTA CIRCOSTANZA, GARANTITO CHE LE SU ELENCATE “ CRITICITA’ ” ( INTEGRANTI ALTRETTANTI INADEMPIMENTI CONTRATTUALI DA PARTE DELL’IMPRESA VINCITRICE DELLA GARA E APPALTATRICE DEL SERVIZIO ) SAREBBERO STATE SUPERATE ENTRO LA FINE DEL CORRENTE MESE DI MAGGIO.
VA PRECISATO CHE IL CONTRATTO ( ORA CADUCATO PER EFFETTO DELLA PRONUNCIA DEL CONSIGLIO DI STATO: V. INFRA ) IMPONEVA ALL’ENTE COMUNALE DI VIGILARE E DI CONTROLLARE LA GESTIONE DEL SERVIZIO ALLO SCOPO DI ASSICURARNE IL REGOLARE SVOLGIMENTO ( AL LUME DI QUANTO SIN QUI E’ STATO ESPOSTO, E’ EVIDENTE CHE I PREDETTI COMPITI DI VIGILANZA E DI CONTROLLO NON SONO STATI DISIMPEGNATI ).
C ) POI, E’ ARRIVATA LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO, LA QUALE – RIFORMANDO LA SENTENZA N. 351/2011 DEL T.A.R. ABRUZZO DI L’AQUILA – HA DICHIARATO “ LA NULLITA’ DELL’AGGIUDICAZIONE IN FAVORE DELL’IMPRESA A.M. CONSORZIO E DEL CONTRATTO SUCCESSIVAMENTE STIPULATO ” TRA QUEST’ULTIMA E L’ENTE, “ CON CONNESSO OBBLIGO DEL COMUNE DI AFFIDARE IL SERVIZIO ” ALLA DIODORO ECOLOGIA SRL.
PERTANTO, SI E’ TORNATI AL PUNTO DI PARTENZA.
°°°
CHI SONO I RESPONSABILI DI QUESTO DISASTRO ? GLI AMMINISTRATORI PUBBLICI ? LE IMPRESE CHE HANNO PARTECIPATO ALLA GARA ? GLI AVVOCATI ? I GIUDICI ? NESSUNO ? TUTTI ?
SULLE CHIARE RESPONSABILITA’ POLITICHE E AMMINISTRATIVE DEL SINDACO E DELLA MAGGIORANZA CHE LO SOSTIENE TORNERO’ NEI PROSSIMI GIORNI CON UNO SPECIFICO DOCUMENTO: PER IL MOMENTO, MI LIMITO A FARE LA SEGUENTE E AMARA RIFLESSIONE.
VITTIME INCOLPEVOLI DEL FALLIMENTO CHE QUI SI DENUNCIA SONO SOLTANTO I CITTADINI, I QUALI DOPO ESSERE STATI VESSATI CON L’INGIUSTIFICATO AUMENTO DELLA TARSU, SI SONO VISTI SOMMINISTRARE ANCHE UN DISSERVIZIO DAI COSTI ( COME AVANTI SI E’ VEDUTO ) ALTISSIMI ( E A CARICO NON DEGLI AMMINISTRATORI, BENSI’ DEGLI STESSI CITTADINI – CONTRIBUENTI: QUESTO ASPETTO NON DOVREBBE ESSERE MAI TRASCURATO ).
E NON E’ FINITA : CHI RISARCIRA’ I DANNI ALLA DIODORO ECOLOGIA SRL, OVE QUESTA DECIDESSE DI RICHIEDERLI ?
MONTORIO, LI’ 12.05.2012 AVV. GERSAN PERSIA C. COM.

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Rendiamo pubblica la Sentenza n. 2537/2012 del Consiglio di Stato. La Raccolta Differenziata a Montorio torna un sogno. Ringraziamo per l’ennesima prova di “efficienza” chi di dovere.

 

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 6681 del 2011, proposto dalla Diodoro Ecologia S.r.l., rappresentata e difesa dagli avv. Antonio Ruggero Bianchi, Pietro Referza, con domicilio eletto presso Antonio Ruggero Bianchi in Roma, via Leonardo Greppi N.7; 
contro
A.M. Consorzio Sociale, rappresentato e difeso dall’avv. Michele De Cilla, con domicilio eletto presso Michele De Cilla in Roma, via Zara, 16; 
nei confronti di
Comune di Montorio al Vomano, rappresentato e difeso dall’avv. Carlo Scarpantoni, con domicilio eletto presso Cons. Di Stato Segreteria in Roma, p.za Capo di Ferro 13; 
per la riforma
della sentenza breve del T.A.R. ABRUZZO – L’AQUILA: SEZIONE I n. 00351/2011, resa tra le parti, concernente AFFIDAMENTO SERVIZIO RACCOLTA RIFIUTI SOLIDI URBANI

 

 Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di A.M. Consorzio Sociale e di Comune di Montorio al Vomano;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 13 aprile 2012 il Cons. Marzio Branca e uditi per le parti gli avvocati Bianchi, Neri, per delega dell’Avv. De Cilla, e Scarano, per delega dell’Avv. Scarpantoni;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

 
FATTO e DIRITTO
1. Con la sentenza in epigrafe è stato accolto il ricorso proposto da A.M. Consorzio Sociale per l’annullamento della nota n. 3926 del 10.3.2011 del Comune di Montorio al Vomano, con cui il consorzio medesimo è stato escluso dalla gara indetta nell’ottobre 2010 per l’affidamento del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani con il sistema domiciliare (gara medio tempore aggiudicata, in via provvisoria, alla Diodoro Ecologia s.r.l.).
La Diodoro Ecologia s.r.l. (in seguito, Diodoro) ha proposto appello chiedendo la riforma della sentenza.
Si sono costituiti in appello A. M. Consorzio Sociale (in seguito, Consorzio) e il Comune di Montorio al Vomano.
Le parti private hanno depositato memorie.
Alla pubblica udienza del 13 aprile 2012 la causa è stata trattenuta in decisione.
2. La ragione della esclusione dalla gara del Consorzio, ricorrente in primo grado, è consistita nella circostanza (ritenuta ostativa dal Comune appaltante) che il consorzio era affidatario diretto del servizio di igiene urbana nel Comune di Pineto, per cui è stato ritenuto operante nei confronti di tale soggetto il divieto di cui all’articolo 23 bis, comma 9, del D.L. 25.6.08 n. 112 (convertito con modificazioni nella L. 6.8.08 n. 133, come modificata dall’art. 15 comma 1 lett. d del D.L. 135/2009). La norma, infatti, preclude l’acquisizione della gestione di servizi ulteriori, con o senza gara, ai soggetti che gestiscono servizi pubblici locali ad essi affidati senza il rispetto dei principi dell’evidenza pubblica.
Il TAR non ha condiviso la determinazione della stazione appaltante, ed ha ritenuto – allegando in tal senso la sentenza n. 2012 del 2011 del Consiglio di Stato, Sezione V, che “nella vicenda in vertenza, il rapporto si instaura esclusivamente tra amministrazione appaltante ed appaltatore dei servizi, senza coinvolgere la collettività, tant’è che la remunerazione è interamente a carico dell’amministrazione e non grava sugli utenti; ugualmente il rischio per la gestione del servizio è assunto dalla stazione appaltante e non si riflette sull’appaltatore che è remunerato a prestazione.”.
3. L’impresa Diodoro ha denunciato l’erroneità della decisione, segnalando: a) che la giurisprudenza citata dal Tar concerneva diversa fattispecie; b) che del servizio di raccolta di rifiuti solidi urbani i beneficiari diretti sono i cittadini, non l’ente comunale; c) che l’onere del servizio grava direttamente sull’utenza, perché il Comune è obbligato ad istituire apposite tariffe e a pretenderne il pagamento.
4. Va esaminata preliminarmente l’eccezione di inammissibilità dell’appello avanzata dal Consorzio sul rilievo che Diodoro non ha impugnato l’aggiudicazione allo stesso Consorzio, disposta a seguito dell’annullamento, con la sentenza qui impugnata, della esclusione dalla gara del Consorzio medesimo.
A sostegno della tesi si allega il consolidato orientamento giurisdizionale che ritiene necessaria, anche in caso di impugnazione dell’aggiudicazione provvisoria, la contestazione formale dell’aggiudicazione definitiva. Si assume che il difetto di impugnazione dell’aggiudicazione ha reso immodificabile l’assetto degli interessi prodottosi con la conclusione della gara.
L’eccezione è infondata.
Come emerge dagli atti, il Consorzio è stato riammesso alla gara in esecuzione della sentenza qui impugnata, sicché l’assetto degli interessi conseguente all’aggiudicazione non ha mai conseguito carattere definitivo, fino quando le statuizioni del primo giudice non fossero passate in giudicato.
Non sussisteva, pertanto, alcun onere di ricorrere contro gli atti adottati in esito alla sentenza esecutiva ma non definitiva, posto che avverso la pronuncia era stato proposto il presente appello, il cui esito, eventualmente favorevole, avrebbe travolto gli atti dipendenti dalla sentenza annullata (Cons. St., Sez. VI, 27 luglio 2010, n.4902).
5. 1. L’appello è fondato.
Va subito precisato che la sentenza della Sezione V, 1° aprile 2011 n. 2012, menzionata nella pronuncia di primo grado, muove dalla nozione comunemente accolta da dottrina e giurisprudenza del servizio pubblico locale (in contrapposizione a quella di appalto di servizi), che è riconosciuta a quelle attività che sono destinate a rendere un’utilità immediatamente percepibile ai singoli o all’utenza complessivamente considerata, che ne sopporta i costi direttamente, mediante pagamento di apposita tariffa.
Si postula in sostanza quale requisito essenziale della nozione di servizio pubblico locale che il singolo o la collettività abbiano a ricevere un vantaggio diretto e non mediato da un certo servizio, escludendosi, di conseguenza, che ricorre sevizio pubblico a fronte di prestazioni strumentali a far sì che un’amministrazione direttamente o indirettamente, possa poi provvedere ad erogare una determinata attività. In quest’ultimo caso si parla, infatti, di mero appalto di servizi e non di servizio pubblico locale.
Su tale base, con la detta decisione, è stata negata la natura di servizio pubblico locale all’attività di smaltimento dei fanghi derivanti dalla depurazione delle acque, in quanto strumentale all’erogazione del servizio idrico integrato da parte di Metropolitana Milanese s.p.a., che ne era titolare, in assenza di qualunque beneficio diretto, né soggezione ad onere di contribuzione, da parte dell’utenza.
Di qui la conclusione circa l’estraneità della fattispecie al divieto di cui all’art. 23 bis, comma 9, del d.l. 25 giugno 2008 n. 112 (convertito con modificazioni nella legge 6 agosto 2008 n. 133, come modificata dall’art. 15, comma, 1 lett. d) del d.l. n. 135 del 2009).
5.2.Pare evidente che la situazione descritta non sia riferibile al servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, preso in esame nella presente controversia, considerando che lo stesso viene reso direttamente al singolo cittadino, senza intermediazione alcuna dal soggetto che lo eroga, e per il quale l’utente paga una tariffa, obbligatoria per legge, e di importo tale da coprire interamente il costo del servizio (cfr. d.lgs. 3 aprile 2006 n. 152, art. 238, e prima, art. art. 49 d.lgs. 5 febbraio 1997, n.22).
Il divieto di cui sopra, dunque, impediva al Consorzio, in quanto affidatario senza gara dello stesso servizio nel Comune di Pineto, di partecipare alla gara in questione, e l’esclusione disposta era, dunque, legittima.
La sentenza appellata giunge alla conclusione opposta, per un verso attribuendo rilievo decisivo a circostanze, per quanto appena detto, non vere (“…assenza di benefici diretti in capo all’utenza”…”la remunerazione …non grava sugli utenti”), per altro verso valorizzando, sia la bilateralità (non trilateralità) del rapporto tra appaltante, che paga il corrispettivo, e appaltatore, sia l’assenza dell’assunzione del rischio da parte dell’appaltatore.
Come emerge dall’art. 3 del d.lgs. n. 163 del 2006, l’elemento della allocazione del rischio di impresa in capo al gestore del servizio è funzionale alla distinzione tra contratto di appalto di servizi e concessione di servizi, ai fini dell’individuazione delle norme applicabili ai due istituti, ma risulta ininfluente quanto alla configurazione dell’appalto di servizi in contrapposizione al servizio pubblico locale.
La parte resistente sembra ritenere che il servizio pubblico locale sia configurabile solo quando l’Amministrazione adotti un atto di concessione (c.d. rapporto trilaterale, corrispettivo del servizio fissato dal concessionario,su cui grava il rischio di impresa), ma questa tesi è smentita proprio dalla
norma della cui applicazione si discute, che parla di gestione “di fatto o per disposizioni di legge, di atto amministrativo o per contratto servizi pubblici locali in virtù di affidamento diretto,”.
Se ne deve dedurre che si è in presenza di un servizio pubblico locale di rilevanza economica anche quando l’Amministrazione – invece della concessione – pone in essere un contratto di appalto, (rapporto bilaterale, versamento di un importo da parte dell’Amministrazione) sempre che l’attività sia rivolta direttamente all’utenza – e non all’ente appaltante in funzione strumentale all’amministrazione – e l’utenza sia chiamata a pagare un compenso, o tariffa, per la fruizione del servizio.
6. L’accoglimento dell’appello determina la nullità dell’aggiudicazione in favore del Consorzio e del contratto successivamente stipulato., con connesso obbligo del Comune di affidare il servizio all’appellante, restando assorbita ogni altra questione..
7. Sussistono ragioni per compensare le spese.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie, e per l’effetto, in riforma della sentenza appellata, rigetta il ricorso di primo grado;
spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

 

 
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 13 aprile 2012 con l’intervento dei magistrati:
Marzio Branca, Presidente, Estensore
Francesco Caringella, Consigliere
Carlo Saltelli, Consigliere
Manfredo Atzeni, Consigliere
Doris Durante, Consigliere

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 Sul numero de “In Comune” del dicembre 2011, era riportato il progetto relativo alla sistemazione dell’area ex – distributore AGIP, introducendolo con la frase “E’ un piacere rendere partecipe i cittadini…”. Di cosa? Perchè non fu segnalata la “malattia” delle piante (che comunque nel numero di tre sono riportate sul progetto)? La partecipazione c’è stata? A voi le risposte. Anzi la risposta più forte è stata data dagli oltre 300 cittadini che ieri hanno firmato in Piazza Orsini la petizione contro questa mancanza di trasparenza.

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CONSIGLIO COMUNALE DEL 30.04.2012
1 ) ABBATTIMENTO DEGLI ALBERI
E’ venuta fuori la verità: i quattro pini non coincidevano con il gusto estetico degli amministratori e rappresentavano un ostacolo alla costruzione dell’ennesima fontana pubblica che renderà imperitura la memoria del loro passaggio esistenziale su questa terra.
2 ) SERVIZIO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA
L’Assessore competente ha confermato che le “ criticità ” evidenziate nella mia interrogazione sussistono, puntualizzando, tuttavia, che le stesse sono state determinate dalle impreviste difficoltà incontrate nella fase di avviamento del servizio: ha, comunque, garantito che le anzidette “ criticità ” saranno definite entro il corrente mese di maggio.
A fine maggio, verificherò se le promesse saranno state mantenute.
Un aspetto, però, non mi ha convinto, il seguente.
L’assessore:
a ) ha precisato che il servizio di spazzamento delle strade è attualmente svolto da una Cooperativa e che questa, per le relative prestazioni ( che rientrano contrattualmente anche nei compiti assegnati all’Impresa affidataria del servizio di raccolta differenziata ), è remunerata ( non dal Comune, al quale è avvita da un apposito rapporto convenzionale, bensì ) dall’Impresa da ultimo menzionata;
b ) ha, inoltre, aggiunto che, a fine mese, il rapporto negoziale oggi in essere tra la Cooperativa e l’Ente comunale cesserà anticipatamente ( rispetto alla scadenza convenuta del 2013 ) e che, da quel momento, il servizio di “ spazzamento ” sarà disimpegnato esclusivamente dall’Impresa affidataria del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti.
Quanto riferito dall’Assessore non convince sul piano dello stretto diritto: ad ogni buon conto, richiederò al Sindaco la documentazione certificativa dell’operazione pattizia sopra descritta.
3 ) PIANO DI VIABILITA’ RELATIVO AL CENTRO STORICO
Il Vice Sindaco ha assicurato che il “ Piano ” ha carattere sperimentale e che se lo stesso non dovesse produrre gli esiti sperati sarà modificato o, in caso estremo, si tornerà allo status quo ante: questa posizione mi pare ragionevole.
Una notazione: il nuovo arredo di Piazza Orsini è molto discutibile e può essere qualificato come il trionfo delle dissonanze.
Sono d’accordo con i più: è uno scempio.
4 ) RENDICONTO ESERCIZIO 2011
Il bilancio consuntivo ( approvato con i soli voti della maggioranza ) è apparso poco trasparente: l’Assessore competente, ancora una volta, non è riuscito a spiegare le ragioni della iscrizione nel relativo documento contabile di poste creditorie ( cd. residui attivi ) molto risalenti nel tempo e, quindi, difficilmente riscuotibili dall’Ente.
Le “ ragioni ” sono, invece, molto semplici: l’iscrizione dei predetti residui attivi permette al Comune di conseguire un risultato che, altrimenti, non potrebbe ottenere e che consiste nel “ pareggio di bilancio ”.
5 ) AMIANTO
Il Primo Cittadino ha dichiarato che tutti i siti di amianto presenti sul territorio comunale saranno bonificati.
Vigilerò affinché questo solenne impegno venga onorato.
Montorio, lì 05.05.2012 Avv. Gersan Persia – Consigliere Comunale

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Su iniziativa di volenterosi cittadini montoriesi, è partita in questi giorni una raccolta firme avente come oggetto la richiesta di dimissioni da parte del Sig. Sindaco e della sua Giunta. Il tutto a seguito delle ultime decisioni dell’Amministrazione Comunale che hanno portato molti cittadini a dire “BASTA!”. Aderiamo anche noi a questa raccolta firme soprattutto per il fatto che il dialogo con le forza di opposizione non è mai stato aperto su qualunque decisione presa dall’Amministrazione dal 2009 ad oggi. Solo qualche piccolo “contentino” come la “Commissione Sisma 2009″ che però, malgrado il lavoro effettuato, ancora non ha portato a nulla. Inascoltate le voci dei commercianti del Centro Storico che vedono, di giorno in giorno, le proprie attività sempre più in difficoltà (e non ci riferiamo solo alla scelta di chiudere parzialmente Piazza Orsini, ma soprattutto alle scelte passate di potenziare la grossa distribuzione commerciale piuttosto che il piccolo commerciante). I cittadini hanno accolto con entusiasmo la petizione. Vediamo se le richieste rimarranno ulteriormente inascoltate. Secondo noi una maggior trasparenza (ricordiamo il NO alle WEB-CAM in Consiglio Comunale) non avrebbe portato a questa pesante situazione.

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