Archivio Dicembre 2012

Il Cons. Gersan Persia torna di nuovo all’attacco con un articolo sul Centro-Destra montoriese, e più precisamente quello che nel 2009 non riuscì a compattarsi per battere il Centro – Sinistra. I motivi sono stati tanti, il primo quello di mancanza di volontà soprattutto da una parte (non fu certo edificante, dal punto di vista della correttezza politica, la discesa in campo di alcuni a soli 15 giorni dalla presentazione delle liste, senza aver avuto alcun tipo di confronto diretto nella, allora, attivissima sede di FI-AN sita in P.za Orsini, oltre all’apposizione di veti su questa o quell’altra persona). Diciamolo francamente: al nostro gruppo non è mai stato perdonato il fatto di essersi schierata in modo chiaro e forte contro gli allora Consiglieri di minoranza (De Dominicis e Ciarrocchi) che appoggiarono, nel 2008, assieme alla maggioranza di centro – sinistra, la variante di PRG “Eurospin”, senza aver avuto alcun tipo di confronto politico con i coordinatori di FI ed AN di allora (lotta solo politica e non contro questo o quell’investitore privato, sia chiaro!). Tentativi di riappacificazione ci sono stati, ma (noi eravamo presenti con i nostri rappresentanti) una volta raggiunti gli accordi, gli stessi venivano, a distanza di qualche ora, automaticamente smentiti (chissà dopo aver consultato chi o che cosa…). Pertanto si va avanti così. Il nostro gruppo continua a riunirsi in modo continuativo in sedi non istituzionali (la situazione del centrodestra nazionale non è certo di aiuto a migliorare la situazione), e attraverso questo blog ed il lavoro di Grotta (e di Persia, che comunque è stato nostro candidato Sindaco e nostro Consigliere fino a poco tempo fa) in Comune ed in Regione cerchiamo di dare il nostro contributo.

IL CENTRO DESTRA MONTORIESE: STORIA DI UN ABORTO POLITICO
Nell’autunno del 2008, il centro destra montoriese ( dopo anni di profondo letargo ) si desta e inizia le “ grandi manovre “ per presentare una lista di candidati particolarmente competitiva e, come tale, capace di uscire vittoriosa dalla gara elettorale fissata per la tarda primavera del 2009.
Inizialmente ( su indicazione anche della dirigenza teramana del PDL ), viene indicato come candidato sindaco Franco Patella ( “ tancrediano ” ).
Una componente del partito locale ( collegata al “ gattiano ” Alfredo Grotta ), però, non è d’accordo e – anche questa volta con l’avallo dei dirigenti teramani – riesce ad imporre ( a conclusione di stucchevoli e defatiganti polemiche ) un altro nome: quello di Arturo Diaconale.
I giochi sembrano fatti: Arturo Diaconale viene rappresentato come l’uomo nuovo ed autorevole che, finalmente, consentirà ai “ moderati ” montoriesi di tornare alla guida del governo locale.
Ma non è così: due settimane prima della scadenza del termine per il deposito delle liste elettorali, esce allo scoperto un’altra lista di centro destra, che, contrapponendosi ( poi, vedremo in che termini ) a quella di cui avanti si è detto, designa quale candidato sindaco Carlo Di Cesare ( politicamente molto vicino alla corrente che fa capo all’On. Paolo Tancredi ).
A questo punto, Arturo Diaconale punta i piedi affermando: “ Se non si riuscirà a costituire una lista unitaria di centro destra, io ritirerò la mia disponibilità a candidarmi come sindaco ”.
Seguono febbrili trattative tra gli esponenti delle due liste allo scopo di trovare una soluzione politica ( ? ) unitaria, il contenuto delle quali ruota attorno al seguente dilemma: “ Alfredo Grotta sì ! Alfredo Grotta no ! ” ( vedete un po’ dove, a volte, si va a cacciare, la “ politica ” ).
A ventiquattro ore dallo spirare del termine per l’” ostensione ” delle liste, Arturo Diaconale ( che, poi, sarà nominato presidente del “ Parco ” ), preso atto della impossibilità della formazione di una unica compagine elettorale di centro destra, rinuncia alla candidatura ( la stessa cosa, nel frattempo, sull’altro versante, ha già fatto Carlo Di Cesare ): questa scelta, tra l’altro, provoca la ( coraggiosa e fulminea ) fuga di altri candidati che, in un primo momento ( ingolositi dalla prospettiva di una più che probabile vittoria elettorale ) avevano entusiasticamente aderito al progetto politico – elettorale ( ? ) del giornalista capitolino.
La frattura non si ricompone e, così, il centro destra nostrano offre all’elettorato due liste ( composte, complessivamente, da ben trentaquattro candidati ! Dove sono finiti ? ), capeggiate da due “ rincalzi ” trovati all’ultimo momento: Gersan Persia e Arturo Umberto Valleriani ( quest’ultimo di estrazione “ socialista ” ).
La vittoria della lista del PD montoriese, stando così le cose, appare inevitabile: e, infatti, il centro sinistra – con a capo il già sindaco Alessandro Di Giambattista – vince agevolmente ( quasi senza gareggiare ) le elezioni.
Successivamente, Gersan Persia tenta di “ riunire ” sotto uno stesso tetto politico le due “ anime ” del PDL, senza riuscirvi: invero, troppo forti sono i contrasti di natura personale ( e soltanto di natura personale ) che separano i “ tancrediani ” dai “ gattiani ” ( peraltro, accomunati da un evidente “ nulla cosmico ” politico ).
La storia che ne segue è a tutti nota: Gersan Persia ( alla fine del 2010 ) lascia il centro destra e continua a svolgere la sua attività di consigliere comunale in modo solitario; il PDL montoriese ( sempre più gregario nei confronti degli uomini politici che ora si menzioneranno ) si dissolve ( è assente in Consiglio Comunale come lo è nella società civile: E’ MORTO PRIMA ANCORA DI NASCERE ! ); i “ berluscones ” teramani ( Paolo Tancredi e Paolo Gatti, ma anche Gianni Chiodi, Giandonato Morra, Mauro Di Dalmazio, cioè, i principali responsabili del “ fiasco ” elettorale del 2009 ) spariscono dalla scena ( chi li ha mai più visti dall’ormai remota primavera di quattro anni fa ? ); Alessandro Di Giambattista ( mercé le scellerate scelte operate a livello provinciale dai maggiorenti del PDL ) (s)governa Montorio.
Paradossalmente, si potrebbe sostenere che il successo elettorale di quest’ultimo sia stato voluto dal PDL teramano e, in parte, anche dal centro destra indigeno.
Nel 2014, i montoriesi saranno chiamati alle urne per eleggere un nuovo Sindaco: sarà in grado il centro destra locale ( con persone disinteressate, motivate e competenti ) di emanciparsi dai “ signori feudali ” teramani, di spezzare la catena che lo tiene avvinto ( sulla base di un rapporto di puro vassallaggio ) a questi ultimi e di offrire ai cittadini ( non di “ sinistra ” ) una proposta politico – programmatica seriamente spendibile sul piano economico e sociale ?
Montorio, lì 27.12.2012 Avv. Gersan Persia – Consigliere Comunale

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Il “Buon Natale” di Gersan Persia a seguito dell’uscita del giornalino “In Comune”. Grande assente l’opinione dell’opposizione e dei cittadini (che continuano a pagare il periodico).

 


LA PROPAGANDA E I FATTI
La propaganda viene definita come “ l’attività di disseminazione di idee e informazioni con lo scopo di indurre a specifiche attitudini e azioni ” ovvero come il “ conscio, metodico e pianificato utilizzo di tecniche di persuasione per raggiungere specifici obiettivi atti a beneficiare coloro che organizzano il processo ”: in antitesi alla propaganda – si é, allora, argomentato – “ dovrebbe essere la pura e semplice esposizione dei fatti e della realtà nella loro completezza ”.
L’” Editoriale del Sindaco ” – che si può leggere a pagina tre del “ Periodico di informazione ” ( annuale !!! ) del Comune di Montorio al Vomano “ inComune ”, pubblicato nel corrente mese di dicembre – è catalogabile come un atto di pura e semplice “ propaganda ”.
Il Primo Cittadino, invero, esordisce asserendo che “ le tariffe ( comunali ) sono rimaste inalterate e la nuova IMU è stata mantenuta alle percentuali stabilite dal Governo ( 0,4 per mille – rectius: per cento: ndr – per la prima casa e 0,76 per mille – rectius: per cento: ndr – per la seconda casa ) ”.
Il Dott. Di Giambattista, dimentica, però, di aggiungere che la minoranza consiliare – in data 21.03.2012 – aveva presentato una mozione ( naturalmente, poi, bocciata dalla maggioranza cd. di “ centro – sinistra ” ) con la quale aveva chiesto che sull’abitazione principale si applicasse la minore aliquota dello 0,2%, precisando che il minore gettito che così ne sarebbe derivato per le casse comunali avrebbe potuto essere compensato operando una drastica riduzione delle “ uscite ” ( assolutamente improduttive ) che annualmente l’Ente programma per finanziare la miriade di associazioni locali ( nell’anno 2011, il Comune ha, al predetto titolo, erogato la complessiva somma di E 161.869,33 ) e per far fronte ad un interminabile e variegato contenzioso giudiziale che, spesso, vede l’Ente stesso soccombente ( nell’ anno 2011, il Comune ha, per “ spese di giustizia ”, effettuato esborsi monetari pari ad E 91.965,93 ).
Continua, il Sindaco, puntualizzando che “ abbiamo mantenuto i servizi ” e chiarendo, quindi, che “ il tutto è stato il frutto di scelte ben precise operate dagli amministratori che, anziché utilizzare i maggiori trasferimenti ottenuti a seguito del terremoto del 2009 per altre finalità, ha destinato queste entrate alla copertura economica necessaria per mantenere … inalterati servizi e tasse ”.
Non dice, però, il Dott. Di Giambattista in che modo – nello specifico – i contributi statali ( che, di certo, sono stati assegnati con un “ vincolo di destinazione ” a scopi predeterminati dalla legge, con la conseguenza che i medesimi non avrebbero potuto essere impiegati per il conseguimento di altri obiettivi ) sono stati concretamente utilizzati e oblitera la seguente circostanza: a far tempo dallo scorso mese di maggio, la minoranza – a più riprese – ha invitato il Primo Cittadino a fornirle il “ rendiconto ” delle somme somministrate ( dalle competenti autorità ) all’Ente per consentirgli di ovviare, nell’immediato, alla drammatica situazione determinatasi subito dopo il terremoto e di salvaguardare, nel medio e lungo termine, gli “ equilibri di bilancio ” messi a rischio dal minor introito fiscale provocato dalla entrata in vigore della normativa emergenziale promulgata all’indomani dell’evento sismico del 6 aprile del 2009.
I dati contabili concernenti la predetta “ rendicontazione ”, tuttavia, non sono mai stati forniti alla minoranza, in palese violazione del principio di trasparenza dell’azione amministrativa e in spregio al diritto di informazione dalla legge riconosciuto in testa ai singoli consiglieri comunali ( per inciso, ad oggi, al Comune, è stato elargito, per la causale in parola e per quanto è a mia conoscenza, il complessivo importo di E 3.443.730,56, di cui E 750.000,00 “ a titolo di anticipazione delle spese per le attività di rimozione delle situazioni di pericolo ” ).
Il Dott. Di Giambattista, quindi, prosegue, sottolineando che “ ci siamo … mossi anche nell’ambito delle opere pubbliche a partire dai nuovi appalti relativi alla messa in sicurezza di Palazzo Patrizi, danneggiato dal sisma del 2009, alla sistemazione del parcheggio e del belvedere del Colle, all’ampliamento della Scuola Materna di via Leopardi, alla costruzione del nuovo Polo Scolastico ”.
Nell’affermare quanto precede, il Sindaco eclissa gli elementi di fatto che si passa ad illustrare:
a ) della “ messa in sicurezza ” di Palazzo Patrizi ” si parla ormai da tre anni: al momento la relativa struttura ( già storica sede del Municipio ) versa in una condizione di quasi totale abbandono e di incuria, come è a tutti noto;
b ) il “ parcheggio ” e il cd. “ belvedere “ del Colle ( con la costruzione – ancora parziale – dei quali l’antico borgo è stato irrimediabilmente devastato e sfigurato: dette opere sono finora costate ai contribuenti la non irrisoria somma di E 179.764,80, oltre iva: per il completamento dei relativi lavori sarà necessaria una spesa suppletiva di E 142.500,00, oltre iva ) costituiscono – da circa dieci anni – un “ cantiere ” incustodito ( e pericolosamente accessibile a tutti: infatti, la relativa area non è recintata – se non in parte – e al suo interno non è stata approntata misura di sicurezza alcuna ) e trasformatosi, nel tempo, in un luogo di parcheggio non autorizzato di autoveicoli, di deposito di rifiuti di ogni genere e di rifugio di cani randagi;
c ) l’edificazione ( in ordine alla quale si favoleggia da un paio di anni ) del “ nuovo Polo Scolastico ” non può essere stata “ appaltata ” per un semplice motivo ( peraltro, contraddittoriamente evidenziato dallo stesso Primo Cittadino ) : non è stato ancora concesso il relativo finanziamento ( e, tale finanziamento non arriverà mai perché – come ho spiegato in altre occasioni – difettano, in capo al Comune di Montorio al Vomano, i requisiti occorrenti per il suo ottenimento ).
Confidando nella disattenzione dei cittadini, il Dott. Di Giambattista procede ulteriormente nel suo monologo dichiarando che “ stiamo lavorando anche alla conclusione delle opere del nuovo cineteatro, che sorgerà nella zona dell’ex mattatoio, che con l’assegnazione degli appartamenti della palazzina di proprietà comunale, porterà alla definizione dell’intero accordo di programma pubblico – privato previsto per l’intera area ”.
Ma l’enfasi sindacale non può celare la realtà.
Invero ( premesso che si aspetta l’assegnazione dei predetti appartamenti – che la Giunta voleva illegittimamente alienare – da una decina di anni e che il complesso edilizio costruito per effetto del surricordato accordo di programma integra, plasticamente, un caso di urbanistica che potrebbe definirsi – quantomeno ed eufemisticamente – disarmonica e dissonante ), l’ultimazione del “ nuovo cineteatro ” appare sempre più chimerica, se soltanto si pensa che essa rappresenta, da almeno dieci anni, uno dei più importanti temi elettorali del PD montoriese.
Il soliloquio del Dott. Di Giambattista ( il quale, come è risaputo, non ama il contraddittorio ) ha il suo momento culminante nel passo che ora viene, di seguito, trascritto: “ è opportuno … ricordare che il Comune ha dovuto e dovrà far fronte ai debiti dovuti a vecchi espropri, che hanno costituito e costituiscono ancora un grave peso per le casse comunali ” e che ” parte degli stessi sono stati affrontati e risolti in uno degli ultimi consigli comunali ”.
La verità è ben diversa.
Nel corso dell’adunanza del Consiglio Comunale del 27.09.2011, la minoranza aveva denunciato la sussistenza di “ debiti fuori bilancio ” non ancora riconosciuti dall’Amministrazione, diffidando quest’ultima a riconoscerli a termini di legge: nella circostanza il Sindaco aveva recisamente negato l’esistenza degli anzidetti debiti.
Successivamente, in seguito alla presentazione, ad opera della minoranza stessa, di dettagliati esposti al Prefetto e alla Procura della Corte dei Conti ( aventi ad oggetto i ripetuti debiti fuori bilancio ), la Giunta ha portato la relativa questione all’attenzione dell’Organo di vertice della Civica Amministrazione e quest’ultimo ha, quindi, riconosciuto – nella seduta del 26.11.2012 e con apposite deliberazioni – tre specifici debiti fuori bilancio ( preesistenti alla data del 18.09.2012 ) per un complessivo importo di E 529.770,18.
Infine, il Capo dell’Amministrazione chiude il suo “ editoriale ” affermando ( con manifesta retorica ) che “ è bene informare i cittadini interessati dalla ricostruzione post sisma che, nell’ultima seduta consiliare … sono state approvate … le linee guida per ottenere i finanziamenti per la redazione del piano di ricostruzione … ”.
Pertanto, a quasi quattro anni dalla tragedia della primavera del 2009, il processo di ricostruzione è appena all’inizio, essendosi provveduto alla sola approvazione delle “ linee guida “: e, intanto, molti cittadini “ interessati dalla ricostruzione post sisma ” si sono da tempo trasferiti ( a motivo della persistente inagibilità dei loro alloggi ) altrove e, probabilmente, non faranno più ritorno a Montorio, con conseguenze ( di segno negativo ) facilmente intuibili sul piano economico e sociale.
La riflessione sindacale non tocca ulteriori tematiche ( di enorme rilevanza pubblicistica ) quali il degrado urbano, la mancanza di un piano traffico e la carenza di parcheggi per gli automezzi, lo “ stupro ” di Piazza Orsini, lo stato di abbandono e di rovina in cui si trovano i cimiteri comunali, il (dis)servizio di spazzamento delle ( disastrate ) strade municipali ( pure costantemente lordate da sterco di cane e da guano di piccione ), il randagismo, la soppressione ( sintomatica del microscopico spessore politico della classe dirigente nostrana ), da parte dell’ARPA, della “ corsa ” Montorio-Roma e Roma-Montorio, il ruolo ancillare delle Frazioni ( da sempre e da tutti considerate come meri serbatoi di voti elettorali ), le convenzioni “ d’oro ”, il DURC, l’amianto ( eppure, il Dott. Di Giambattista, in proposito, si era solennemente impegnato a predisporre un “ crono-programma ” che avrebbe dovuto condurre alla eliminazione dei tanti siti di amianto presenti sul territorio comunale ), ecc..
Soprattutto, il Primo Cittadino omette di considerare un aspetto decisivo e che più di ogni altro profilo qualifica la sua gestione ( ormai quasi ventennale: il Dott. Di Giambattista, infatti, prima di assumere, nell’anno 2004, l’incarico di Sindaco, è stato Assessore al Bilancio in seno alla Giunta guidata dal Sig. Ugo Nori ): il Comune di Montorio al Vomano ha un indebitamento pari a 16.000.000,00 di euro.
BUON NATALE A TUTTI !
Montorio al Vomano, lì 24.12.2012
Avv. Gersan Persia – Consigliere Comunale

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Buon Natale e Felice Anno 2013 a tutti i cittadini montoriesi.

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D.U.R.C. è sinonimo di regolarità contributiva, ovvero di regolare versamento dei contributi per le figure lavorative di una ditta o impresa (operai, impiegati, ecc.), ovvero rispetto delle leggi, ovvero rispetto per chi lavora e spera un giorno di andare regolarmente in pensione o essere comunque coperto da eventuali infortuni sul lavoro. A parte le norme che regolano “appalti e/o procedure negoziali”, appare innanzitutto moralmente obbligatorio, da parte di un Ente Pubblico, richiedere il suddetto DURC a qualunque ditta, società, cooperativa, incaricata di effettuare un lavoro o svolgere un servizio. La vicenda sotto descritta dal Cons., Persia pare la conferma dell’ennesimo “cavillare” tra le norme al fine di poter giungere legalmente allo scopo (in questo caso di affidare dei servizi ad una ben determinata Società Cooperativa). La cosa è legale o illegale? La cosa è giusta o ingiusta? Noi possiamo rispondere solo al secondo quesito: la cosa è ingiusta (innanzitutto per i lavoratori).

 

D.U.R.C. E SEMANTICA
1 ) In data 13.11.2012, ai fini dell’espletamento del mandato istituzionale conferitomi dagli elettori e in sede di controllo dello specifico settore amministrativo di riferimento, ho inoltrato al Sindaco la seguente nota:
a ) “ Premeso che sino alla data del 07.08.2012 la Cooperativa ( omissis ) è stata affidataria di una serie di servizi di interesse pubblico ( pulizia e custodia della sala civica; gestione, pulizia e custodia della biblioteca comunale; custodia, apertura, pulizia della palestra comunale Santa Giusta; esposizione materiale dei manifesti; pulizia del palazzetto dello sport; manutenzione delle aree verdi degli edifici scolastici; manutenzione delle aree verdi interne ai cimiteri delle Frazioni e custodia del Cimitero del Capoluogo; pulizia e manutenzione delle aree pubbliche nelle Frazioni ),
b ) Le chiedo se – a far tempo dal momento iniziale ( antecedente al dì 01.02.2011 ) in cui alla predetta società sono stati assegnati, con rinnovi periodici, i su elencati servizi – l’Ente Comunale ha proceduto all’affidamento dei servizi stessi e alla liquidazione dei corrispettivi previa verifica della regolarità contributiva e contrattuale dell’impresa affidataria ”.
Con la stessa nota, inoltre, ho invitato il Primo Cittadino “ a farmi pervenire o a mettermi a disposizione copia della relativa documentazione certificativa della precitata regolarità contributiva e contrattuale ( cd. DURC – documento unico regolarità contributiva, che la P.A. ha l’obbligo di acquisire d’ufficio con decorrenza dal febbraio scorso ) ”.
2 ) Il giorno 05.12.2012, mi è stata recapitata una comunicazione epistolare – sottoscritta da tre Responsabili di Area del Comune di Montorio al Vomano – con la quale mi è stato obiettato che:
a ) l’Ente ha l’obbligo di acquisire il DURC ( documento unico di regolarità contributiva ) soltanto relativamente agli appalti e alle forniture “ che siano stati affidati a seguito dell’esperimento di procedure concorsuali ”;
b ) nel caso di specie, l’Ente “ ha proceduto all’affidamento diretto del servizio ( rectius: dei servizi ) in favore ( della Società Cooperativa ) dal momento che la stessa rivestiva natura di cooperativa sociale di Cat. B1 e, quindi, sottratta ai vincoli delle procedure negoziate ”;
c ) l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture ( AVPC ) “ ha precisato … che non sussiste l’obbligo di acquisizione del DURC per gli acquisti di dettaglio o per le forniture e i servizi non incardinati in procedure negoziali ”.
3 ) Le argomentazioni dirigenziali non sono condivisibili e sono, evidentemente, il frutto di un equivoco lessicale: infatti,
aa ) per procedure “ negoziate ” ( con o senza previa pubblicazione di un bando ) si intendono quelle procedure in cui “ le stazioni appaltanti consultano gli operatori economici da loro scelti e negoziano con uno o più di essi le condizioni dell’appalto ”;
bb ) per procedure “ negoziali ”, invece, si intendono, più genericamente e latamente, le “ convenzioni ”, vale a dire “ gli atti giuridici negoziali, bilaterali o plurilaterali, con i quali due o più soggetti costituiscono, modificano o estinguono tra loro un rapporto giuridico ”.
E il rapporto giuridico che in passato ha avvinto il Comune alla sopra nominata Società Cooperativa risultava fondato, per l’appunto, su una “ convenzione ”.
Peraltro, anche laddove si ritenesse di non accogliere l’opzione interpretativa ora proposta, carattere sicuramente dirimente avrebbe ( ha ! ) il seguente rilievo: l’AVCP ha puntualizzato ( così chiarendo il suo risalente orientamento riportato nella nota dirigenziale ) che l’obbligo di acquisizione del DURC “ non sussiste per gli acquisti al dettaglio, per le spese minute effettuate mediante il fondo economale ” ( fondo che il Comune non ha mai istituito ).
Conclusivamente:
il Comune aveva l’obbligo di acquisire il DURC prima di affidare il “ servizio ” alla precitata Società Cooperativa e prima di provvedere alla liquidazione dei compensi periodicamente maturati dalla stessa.
Resta, pertanto, ferma la richiesta da me formalizzata il 13.11.2012.
Montorio al Vomano, lì 07.12.2012
Avv. Gersan Persia – Consigliere Comunale

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Articolo del Cons. Persia.

MONTORIO = TARANTO = ITALIA
Montorio è come Taranto e Taranto è lo specchio del nostro martoriato Paese: Montorio, Taranto e l’Italia hanno in comune un dato: il fallimento della politica e la morte per malattie neoplastiche di tanti poveri cristi che hanno una sola alternativa: morire di fame ( per mancanza di occupazione lavorativa ) o morire per cancro ( perché la fabbrica che li fa lavorare nel contempo li intossica e li fa ammalare ) !
Ma tutto questo è irrilevante: quello che oggi attira l’attenzione dei più è la titanica lotta tra due giganteschi “ nani “: Bersani ( un grigio uomo di apparato ) e Renzi ( un prodotto mediatico ), i quali sono accomunati dal “ nulla “ cosmico che esprimono.
A petto di quanto sopra, inosservata passa l’ennesima invasione di campo consumata dal cd. “ governo tecnico “: quest’ultimo dopo aver esautorato ( con il decisivo concorso di un arbitro – il Capo dello Stato – che è entrato nell’agone politico trasformandosi in partigiano ) il Parlamento ( potere legislativo ), e con esso le prerogative del “ popolo “ sovrano, sta cercando ora ( completando un disegno avviato con la proposizione – da parte della Presidenza della Repubblica – del conflitto di attribuzioni nei confronti della Procura della Repubblica di Palermo ) di neutralizzare la Magistratura ( potere giudiziario ), rea di svolgere una funzione di supplenza rispetto ad una classe dirigente incapace e corrotta ( altro che Colombia ! ).
A petto di quanto sopra, inosservato passa il progressivo smantellamento di quello che resta dello Stato Sociale, dell’Ordinamento Costituzionale, del sistema dei “ diritti “ immaginato dai nostri Padri.
A petto di quanto sopra, inosservato passa il programma – pervicacemente perseguito da Monti e dai suoi epigoni – di concentrare tutti i poteri ( esecutivo, legislativo, giudiziario ) nelle mani di un novello “ Principe “, a sua volta espressione dei cd. “ poteri forti “ ( imprenditoria predatoria, banche, assicurazioni, chiesa, massoneria, ecc. ).
A petto, di quanto sopra, inosservato passa il crepuscolo della “ democrazia “ e dell’utopia egualitaria … .
Domani alcuni voteranno Bersani e altri voteranno Renzi.
Domani, qualcuno, dopo aver perduto la speranza di approdare ad un avvenire migliore, perderà anche il bene della salute, contraendo un tumore provocato da un ambiente contaminato dall’amianto.
A Taranto come a Montorio e come in tanti altri luoghi di questa nostra povera Italia: Italia per costruire la quale tanti giovani hanno sacrificato ( inutilmente, visti gli odierni esiti ) la loro vita.
Ma non ditelo ai sostenitori ( tifosi ? ) di Bersani e di Renzi … .
Ecco perché non potrò mai iscrivermi al PD: sono troppo di “ sinistra “ per farlo.

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