Archivio Marzo 2013

MOZIONE DI SFIDUCIA AL SINDACO DEL COMUNE DI MONTORIO AL VOMANO ( TE ) AI SENSI DELL’ART. 52 DEL TUEL
 
Al Sindaco del
Comune di Montorio al Vomano ( TE )
Al Segretario Comunale
Al Prefetto della
Provincia di Teramo
 
I sottoscritti Consiglieri Comunali, Gersan Persia, Alfredo Grotta, Andrea Guizzetti, Anna Foglia, Arturo Umberto Valleriani, Piergiorgio Coruzzi e Dario Marcacci, propongono la presente
 
MOZIONE DI SFIDUCIA
 
nei confronti del Sindaco, Dott. Alessandro Di Giambattista, per i seguenti
 
MOTIVI
 
L’operato del Sindaco – in questi quattro anni di consiliatura – è stato contrassegnato da una gestione autoritaria e personalistica della cosa pubblica e ciò ha provocato un vero e proprio ingessamento dell’azione amministrativa, con gravi e negative ricadute effettuali sugli interessi comunitari ed individuali.
Nello specifico, il Primo Cittadino:
1 ) non ha mai convocato il Consiglio Comunale, con cadenza semestrale, per garantire la partecipazione dell’Organo di vertice dell’ordinamento municipale alla definizione, all’adeguamento ed alla verifica periodica dell’attuazione delle linee programmatiche da parte della Giunta, così come prescritto dall’art. 18, 2° c., dello Statuto Comunale;
2 ) ha sistematicamente conculcato i diritti della minoranza consiliare e dei singoli Consiglieri Comunali: in particolare, ha precluso a questi ultimi il pieno esercizio del diritto all’informazione, rifiutandosi ( attraverso una interpretazione inaccetabilmente restrittiva del dettato normativo ) di fornire dati e notizie afferenti all’attività amministrativa e al pubblico interesse ( si pensi, al riguardo, al diniego da egli opposto alla richiesta di rendicontazione delle ingenti somme erogate dallo Stato al Comune per far fronte all’emergenza post sisma, anche per ciò che concerne la salvaguardia degli equilibri di bilancio );
3 ) non ha mai voluto considerare le proposte provenienti dalla minoranza consiliare e dai singoli Consiglieri Comunali, imponendo all’assemblea civica di respingerle attraverso un uso indiscriminato ed illiberale dello strumento cd. dei “ colpi di maggioranza ” ( difensore civico, avvocatura municipale, riprese televisive dei lavori consiliari, riduzione delle aliquote imu );
4 ) ha gestito la cosa pubblica in maniera non trasparente, come dimostra la censura di cui al precedente punto sub n.1 e come è comprovano dalle vicende relative ai residui attivi, ai debiti fuori bilancio, alla ricostruzione del dopo terremoto e al cd. motodromo;
5 ) ha – mediante un impiego poco prudente della spesa pubblica – indebitato ( sino ai limiti di un default finanziario ) l’Ente ( debito pubblico consolidato – E 16 milioni – , debiti fuori bilancio, debiti derivanti da procedure espropriative non definite nei termini di legge, convenzioni eccessivamente onerose, contributi erogati ad associazioni private, oneri per costi di giustizia );
6 ) ha condotto in modo fallimentare il processo di ricostruzione post sisma, tanto è vero che – a quattro anni dal terremoto del 6 aprile – la ricostruzione non è ancora incominciata;
7 ) ha scompaginato il tessuto urbanistico della Città, favorendo lo sviluppo di una edilizia selvaggia ( della quale l’esempio paradigmatico è rappresentato dagli edifici eretti nell’area dell’ex mattatoio e dal “ mostro ” di cemento costruito in Via del Colle ) e consentendo l’introduzione di una variante al PRG fondata sul seguente criterio “ abbiamo cercato di accontentare tutti nei limiti del possibile “;
8 ) non è stato in grado di far funzionare gli uffici comunali in maniera ottimale, come testimoniano le vicende collegate al DURC e alla rendicontazione post terremoto, nonché alla gestione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani ( senza, peraltro, obliterare lo stato di endemica “ impotenza funzionale ” in cui versa il Corpo di Polizia Municipale );
9 ) non ha risolto problemi di notevole momento quali quelli attinenti allla viabilità ( Montorio non è dotata di un piano traffico ), alla pulizia delle vie pubbliche ( la Città non è mai stata così sporca ), all’arredo urbano ( non è stato mai attuato un piano diretto a regolamentare l’installazione di insegne e di bacheche ), alla sistemazione del lungo fiume, alla condizione di degrado dei cimiteri, all’assegnazione degli edifici di edilizia residenziale pubblica, alla riorganizzazione e al potenziamento della biblioteca municipale;
10 ) non ha portato a compimento opere iniziate da anni ( con utilizzo di pubblico denaro: parcheggio pluripiano di Via del Colle, parcheggio di Via Settembrini non utilizzabile per difetto di accesso, sala cine-teatro, impianto termale ), limitandosi a promettere la realizzazione di progetti chimerici ( polo scolastico , motodromo );
11 ) si è disinteressato della salute dei cittadini, omettendo di approntare ( come pure aveva promesso pubblicamente ) tutte le misure necessarie al fine di permettere la rimozione dei tanti siti di amianto che infestano il territorio comunale;
12 ) ha accantonato il progetto della “ casa di riposo ”, ha colpevolmente tollerato che i lavori preordinati all’innalzamento del nuovo “ asilo nido ” si protraessero sine die, non si è minimamente preoccupato della gestione del “ Centro per disabili ” di Villa Brozzi, evidenziando, in questo modo, di essere indifferente alle esigenze delle categorie sociali più deboli ( anziani, minori, diversamente abili );
13 ) è rimasto sordo – con un atteggiamento immotivatamente ostile nei confronti di una parte della comunità – rispetto ai bisogni e alle istanze dei cittadini che risiedono e che lavorano all’interno del perimetro del Centro Storico, determinando, in tal guisa, la chiusura di molti esercizi commerciali ( già in crisi a causa dello spopolamento originato da infelici scelte urbanistiche, dall’evento sismico del 2009 e dall’attuale sfavorevole congiuntura );
14 ) ha abbandonato al loro destino gli abitanti delle Frazioni ( in particolare, quelli dimoranti a Faiano ), ormai relegate all’umiliante ruolo di meri “ serbatoi elettorali ”;
15 ) sta sponsorizzando ( in nome e per conto dell’Amministrazione ) la costruzione ( ad opera di privati ) di un impianto motoristico ( la cui edificazione postula una variante al PRG e l’avvio di costose procedure di espropriazione di terreni privati ) di dubbia fattibilità e di indimostrata pubblica utilità, pretermettendo di valutare le tante voci dissonanti che, al riguardo, si sono elevate da alcuni settori della politica locale e dalla società civile ( e dimenticando anche che nel suo programma elettorale era puntualizzato che la realizzazione dell’opera avrebbe dovuto essere condizionata ad una preventiva “ consultazione popolare ” );
16 ) non ha implementato il precitato programma e, di recente ( durante l’ultima competizione elettorale ), ha addirittura “ presentato ” alla cittadinanza i candidati della compagine politica di centro destra denominata “ Scelta Civica per Monti ”, sancendo così il suo divorzio dal Partito Democratico;
17 ) ha sostanzialmente consentito ( con un atto senz’altro legittimo, ma politicamente inopportuno, anche se formalmente imputabile al competente Responsabile di Area ) che alla procedura negoziale avente per oggetto la scelta del contraente privato ai fini dell’appalto dei lavori relativi alla ristrutturazione di “ Palazzo Pratizi ” fossero invitati ( con ciò creando un caso che non ha – in assoluto – precedenti ) soltanto imprenditori non montoriesi, con conseguente grave nocumento per la già disastrata economia paesana;
18 ) si é fittiziamente e strumentalmente dimesso ( tanto è vero che egli ha revocato, dopo qualche giorno dalla sua “ formalizzazione ”, la rinuncia all’ufficio sindacale ) senza osservare le modalità procedimentali ( che esigono che il Sindaco dimissionario si presenti davanti alla massima assise cittadina e spieghi le ragioni sottese alla sua volontà abdicativa ) normativamente stabilite e senza esternare i motivi di una simile decisione, e ciò al solo scopo di richiamare all’ordine alcuni Consiglieri di maggioranza ( e lo stesso segretario locale del PD ) che avevano osato criticare il suo “ centralismo autocratico ”, in tal modo anteponendo i suoi interessi politici di parte agli interessi generali della collettività locale;
19 ) in definitiva:
° ) si è dimostrato un Sindaco privo di un progetto programmatico, di una idea di città, di una visione politica: egli, invero, non ha saputo individuare la vera vocazione di Montorio, proponendo nel tempo – confusamente e contraddittoriamente – modelli sociali ed economici tra di loro inconciliabili, quali quelli fondati ora sul “ Parco ”, ora sulla “ Turbogas ”, ora sul “ Motodromo ”;
° ) si è palesato un Sindaco politicamente incapace di conservare la maggioranza consiliare e il consenso elettorale: il PD lo ha delegittimato, la maggioranza consiliare che lo sostiene si sta progressivamente sfaldando, la maggioranza venuta fuori dalle urne ( e che lo ha espresso ) si è dissolta, la “ gente ” non nutre più alcuna fiducia in lui;
° ) si è rivelato un Sindaco “ burocrate ” non in grado di dare la giusta soluzione ai tanti problemi ( di cui avanti è stata fatta una elencazione di certo non esaustiva ) che attanagliano le famiglie, i lavoratori, i senza lavoro e le imprese montoriesi;
° ) si è manifestato un Sindaco inadatto a restituire a Montorio quella funzione di guida delle realtà comunitarie dell’entroterra teramano che per collocazione geografica, per cultura e per tradizione storica le compete ( contribuendo, anzi, con la sua latitanza in seno agli enti sovracomunali, ad accentuare il ruolo marginale ed ancillare di Montorio nell’ambito dello scacchiere politico ed istituzionale provinciale ).
Tanto premesso ( e ritenuto che l’esperienza amministrativa del Dott. Alessandro Di Giambattista si sia ormai, per i suesposti motivi, irrimediabilmente esaurita ) , i sottoscritti Consiglieri Comunali
 
CHIEDONO
 
alla S.V. la convocazione, entro i termini previsti dalla legge, del Consiglio Comunale al fine di mettere in discussione e deliberare la superiore mozione di sfiducia ( costituente la risoluzione da sottoporre all’approvazione del Consiglio stesso e così riassumibile: “ Vista la mozione di sfiducia pervenuta al protocollo dell’Ente n. ______ del _______ da parte dei Consiglieri Comunali ___________ ; sentiti gli interventi ________________ con voti _____________ il Consiglio Comunale delibera di approvare la mozione di sfiducia al Sindaco, con ogni consequenziale effetto di legge ” ).
Montorio al Vomano, lì 29.03.2013
 
Con Osservanza
 
Gersan Persia
Alfredo Grotta
Andrea Guizzetti
Anna Foglia
Arturo Umberto Valleriani
Piergiorgio Coruzzi
Dario Marcacci

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Venerdì scorso si è svolto a Montorio un incontro sul tema “Autodromo di San Mauro”. Il dibattito continua. L’Amministrazione attuale sta per portare in Consiglio Comunale la proposta di Variante al PRG al fine di dare la possibilità di realizzare l’opera dal punto di vista urbanistico. Ma la realtà qual’è? Nel frattempo pubblichiamo articolo del cons. Persia che sottolinea il fatto che non si riesce a capire se ci sono o da dove verranno i soldi necessari per la realizzazione dell’opera. Il nostro blog è (come sempre) aperto a tutti pro e contro l’opera. A voi i commenti.

 
MOTODROMO: NON CI SONO I SOLDI.

In esito alla presentazione ( avvenuta ieri sera ) del “ progetto ” per la costruzione del “ motodromo ” in località San Mauro è emerso – incontrovertibilmente – il seguente dato: al momento la società promotrice del suddetto progetto non ha i necessari mezzi economici per procedere alla concreta realizzazione della programmata opera.
Infatti, i rappresentanti della società “ AUTODROMO DEL GRAN SASSO S.R.L. ”, alle domande “ chi sono gli investitori ” e “ dove sono i capitali ” ( E 30.000.000,00 ) hanno dato risposte vaghe ed inappaganti: essi, invero, hanno chiarito che le risorse monetarie saranno reperite mediante il futuro ricorso al credito e il recupero dell’iva ( sic ! ), nonché attraverso i capitali che – sempre in avvenire – saranno messi a disposizione da altri “ imprenditori ”, dei quali non hanno disvelato l’identità.
Al lume di quanto sopra, evidente appare il rischio che si intraprenda l’esecuzione di un’opera ( definita come “ grandiosa ” ) che, poi, per carenza degli indispensabili fondi economici, non sarà portata a compimento, con una duplice deleteria conseguenza: alla edificazione dell’ennesima “ cattedrale ” di cemento si accompagnerà la devastazione di una zona meravigliosa sotto l’aspetto paesaggistico, con effetti facilmente intuibili sul piano ambientale e con pesanti ricadute ( pure di segno negativo ) sul tessuto esistenziale , sociale ed economico ivi esistente.
Il Sindaco e l’Assessore all’Urbanistica non hanno voluto tener conto del dato sopra riportato, affermando, all’unisono, che a metà aprile il Consiglio Comunale dovrà, comunque, esprimersi – attraverso il voto concernente la “ variante ” al Piano Regolatore Generale – sull’opera in senso favorevole ovvero in senso contrario.
L’anzidetta “ variante ” è necessaria per procedere al mutamento di destinazione d’uso dell’area ( oggi agricola ) che sarà interessata dall’intervento edificatorio in parola.
A questo punto, la decisione spetta ai Consiglieri Comunali, i quali ( dopo il dibattito di ieri sera ) hanno tutti gli elementi conoscitivi per deliberare con scienza e coscienza.
Avranno il coraggio civico di assumere una determinazione che – considerato quanto sopra è stato puntualizzato – dovrebbe essere scontata, nel senso di un reciso “ NO ” alla costruzione del “ motodromo ” ?
Montorio, lì 23.03.2013 Avv. Gersan Persia – Consigliere Comunale

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La Direzione Territoriale del lavoro, in risposta alla richiesta di delucidazioni da parte del cons. Persia sul fatto della mancata verifica e richiesta del DURC alla Società Cooperativa Sociale alla quale furono affidati alcuni servizi da parte del nostro Comune, ha deliberato che il DURC stesso doveva essere acquisito dall’Amministrazione già ai tempi dell’affidamento dell’incarico. E ora?

DURC
Nello scorso mese di dicembre ho chiesto al Sindaco se l’Ente Comunale avesse provveduto – prima di procedere all’affidamento di alcuni servizi di rilievo pubblicistico e alla liquidazione dei relativi corrispettivi ad una Società Cooperativa Sociale – alla verifica della regolarità contributiva di quest’ultima attraverso l’acquisizione del DURC ( cd. documento unico di regolarità contributiva ).
Nella circostanza, ho invitato il Dott. Di Giambattista “ a farmi pervenire o a mettermi a disposizione copia della relativa documentazione certificativa della precitata regolarità contributiva … ”.
La mia richiesta è stata riscontrata dai Responsabili Comunali delle Aree Lavori Pubblici, Tributi e Amministrativa, i quali – con sicumera – mi hanno precisato che, nella specie ( trattandosi di Società Cooperativa di tipo B1 a cui i servizi erano stati assegnati mediante affidamento diretto ), l’Ente non era tenuto all’acquisizione del DURC.
Preso atto di quanto precede, ho segnalato il tutto al Prefetto, il quale, a sua volta, si è rivolto alla Direzione Territoriale del Lavoro, all’INPS e all’INAIL per avere un “ autorevole parere ” sulla questione da me sollevata.
Con nota del dì 11.02.2013 ( comunicatami lo scorso 21 marzo ) la Direzione Territoriale del Lavoro ha espresso il parere richiestole dal Prefetto, CONFERMANDO CHE L’ENTE ERA ED E’ TENUTO AD ACQUISIRE IL DURC.
Montorio, lì 23.03.2013 Avv. Gersan Persia – Consigliere Comunale

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A seguito dell’ennesimo atto di arroganza del Sindaco di Montorio abbiamo deciso di abbandonare per la prima volta l’aula durante la seduta del Consiglio comunale del 20 marzo.
Nei giorni scorsi abbiamo chiesto un Consiglio straordinario per far luce sulle motivazioni che hanno indotto il Sindaco prima a dimettersi e poi a ritirare le dimissioni,  considerata la natura eccezionale nonché la gravità di questo gesto politico e soprattutto l’assenza di motivazioni addotte nella lettera di dimissioni.
Considerato inoltre che i dissidi interni alla maggioranza stanno, di fatto, paralizzando l’attività amministrativa del Comune, avremmo voluto conoscere quale  fosse l’attuale situazione dell’amministrazione da lui guidata nell’interesse di Montorio.
La convocazione del Consiglio fatta per le ore 13 con soli due giorni di preavviso rappresenta, a nostro giudizio, una gravissima mancanza di rispetto verso i Consiglieri ma soprattutto verso i cittadini che avevano il diritto di assistere ai lavori e conoscere le ragioni dei capricci che hanno portato il Sindaco prima a dimettersi e poi a ripensarci, trattando il nostro Comune alla stregua di un giocattolino nelle sue mani.
La discussione di temi cosi importanti meritava ben altra considerazione e non poteva essere trattata, così come da convocazione stilata dal Sindaco, assieme ad altri punti di ordinaria amministrazione.
All’apertura dei lavori del Consiglio abbiamo quindi invitato il Sindaco a differire la trattazione di questo punto così importante ad altra seduta ma la richiesta è stata ovviamente rigettata costringendoci di fatto ad abbandonare l’aula.
Montorio non può continuare ad essere uno strumento a disposizione del primo cittadino da utilizzare per i suoi fini politici e per questo torneremo a chiedere la convocazione del Consiglio comunale affinché i cittadini possano conoscere le motivazioni di tali comportamenti.
 
Montorio al Vomano, 21 marzo 2013.
I Consiglieri Comunali
Coruzzi Piergiorgio
Grotta Alfredo
Marcacci Dario
Persia Gersan
Valleriani Arturo.

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CRONACHE DA UN CONSIGLIO COMUNALE di Gersan Persia.

 

Consiglio Comunale del 20.03.2013, ore 13:00
Assenti: Citerei e Guizzetti
Pubblico: tre presenti
 
In apertura, la minoranza ( composta da cinque Consiglieri ) ha chiesto che l’esame del punto relativo alla vicenda delle finte dimissioni del Sindaco fosse rinviato ad un’altra adunanza del Consiglio da tenersi in un orario ( ore 19:00 ) tale da favorire la partecipazione del pubblico.
Il Sindaco ha respinto – con l’arroganza che gli è consueta – l’istanza della minoranza, asserendo che la fissazione dell’orario delle sedute è una sua insindacabile prerogativa.
Preso atto di ciò, la minoranza ha lasciato – in segno di protesta – la sala consiliare e all’interno di quest’ultima sono rimasti il Primo Cittadino e i suoi silenziosi ” pretoriani “.
La minoranza chiederà di nuovo la convocazione del Consiglio Comunale per discutere la vicenda di cui sopra e non esclude, a questo punto, la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del Dott. Di Giambattista ( e ai fini della presentazione di detta mozione occorrono almeno sei consiglieri ).
Dott. Di Giambattista, la cui candidatura alla Regione non appare più scontata, considerato il suo isolamento in seno al PD e considerato il progressivo dissolvimento del partito degli ” eccellenti ” che fa capo a Monti.

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Si svolgerà in data 20 marzo, mercoledì,  alle ore 13 (?)  il Consiglio Comunale. All’Ordine del Giorno  anche la richiesta – formulata dalla minoranza – di chiarimenti in ordine alle “finte” dimissioni del Sindaco: ci saranno delle sorprese. Inoltre in data  21 marzo, venerdì, alle ore 18, presso il Chiostro della Chiesa degli Zoccolanti si presenterà (finalmente a Montorio) il progetto del Motodromo di San Mauro. Ne vedremo delle belle?

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Pubblichiamo articolo sulla “querelle” dimissioni Di Giambattista.

IL SINDACO, ORA, SI DEVE DIMETTERE VERAMENTE

  

Il Segretario Locale del PD ( Gianni Di Centa ), con riferimento ai rapporti in essere tra l’Amministrazione Civica e lo stesso PD, ha accusato il Sindaco e la Giunta:
a ) di poca trasparenza, “ intesa … come dialogo … con la popolazione ”, rimarcando come, “ in questo caso, il rischio di chi amministra e … del partito … è quello di essere percepiti come arroganti ( e ) mestieranti della politica ”;
b ) di “ immolare ” il bene comune “ al gioco del singolo ( e ) agli interessi di parte ”;
c ) di cercare il “ voto ” piuttosto che “ il consenso su idee e fatti realizzati ”, perdendo, così, “ di vista Montorio nella sua dimensione, nella sua idea di futuro e di sviluppo ”;
d ) di essere ( come lo stesso partito ) “ divisi e deboli ” e, in quanto tali, artefici di una “ politica miope ”;
e ) di aver trasformato Montorio in una “ terra di conquista, prima, e ( di ) questuanti per un piatto di lenticchie, dopo ”, mentre “ il grosso delle risorse va altrove ”;
f ) di “ opacità ” sulla ricostruzione post sisma, che tarda a decollare ( perché “ si preferisce forse gestire in maniera soggettiva i rapporti al fine di fidelizzarli su piccoli lavori ” ? );
g ) di aver trascurato “ le frazioni ”, di aver “ abbandonato il lungo fiume ”, di ignorare i problemi di chi vive e lavora all’interno del perimetro del Centro Storico, di aver accantonato il progetto della “ casa di riposo ” ( in tal guisa, mostrando scarsa sensibilità in ordine ai bisogni e alle esigenze degli anziani e delle loro famiglie ), di consentire che i lavori di costruzione del nuovo “ nido ” si protraggano oltre ogni ragionevole termine, con grave nocumento per “ i bimbi ” e per “ le operatrici ”, di disinteressarsi della gestione del “ Centro per disabili ” di Villa Brozzi;
h ) di “ oscurità ” sull’” autodromo ” ( rectius: “ motodromo ” ), relativamente al quale nulla o quasi si sa ( in realtà, su questa chimerica opera ho reiteratamente illustrato lo “ stato dell’arte ” ).
Tanto precisato, il nominato Segretario ha così concluso: “ Personalmente io non ci sto più. Non ci sto più ad essere indicato come “ complice ” di un’azione amministrativa di cui ho conoscenza solo dopo i risultati … ; non ci sto più ad essere il capro espiatorio di attività parassitarie che poi si erigono a difensori della buona politica, della politica di Sinistra. Non ci sto più ad essere Segretario di Circolo di un Partito che si attacca … . Non accetto che a Montorio si eserciti la strategia della non-partecipazione, mentre a Teramo si vuol essere protagonisti ”.
A Di Centa si sono affiancati i Consiglieri di maggioranza Anna Foglia e Andrea Guizzetti, i quali hanno contestato al Primo Cittadino e agli altri Assessori ( e, in particolare, all’Assessore delegato alla ricostruzione Angelo Di Donatantonio ):
aa ) di aver messo in atto – con le “ finte dimissioni ” sindacali – un “ siparietto ” di pessimo gusto ( “ un atto irresponsabile e di debolezza ”, così lo hanno qualificato ) finalizzato a “ distrarre l’opinione pubblica ” dalle loro “ difficoltà amministrative ”;
bb ) di ignorare “ alcune questioni importanti … che riguardano temi come il lavoro e la disoccupazione, il disagio sociale, i servizi che rischiano di essere cancellati, la confusione sul centro storico, le attività commerciali in difficoltà, i disagi nelle frazioni, le opere che non vengono terminate ed in ultimo la ricostruzione post-terremoto che non parte ”.
I due Consiglieri di maggioranza hanno chiesto, in particolare, le dimissioni dell’Assessore Angelo Di Donatantonio “ per la sua gestione fallimentare ” della ricostruzione, che – a loro dire – sarebbe confermata “ da un appalto di circa 500 mila euro con la scelta di una procedura negoziale che ha visto invitare ( immotivatamente ) imprese di tutta la Regione ad esclusione di quelle di Montorio ” ( mi permetto, in merito, di osservare che – quanto al primo profilo – l’attenzione dovrebbe essere portata sul misterioso utilizzo degli ingenti fondi – E 3.443.730,56, mai rendicontati – che sono stati somministrati al nostro Comune a partire dal 2009, atteso che, per ciò che concerne il procedimento di ricostruzione in senso stretto, il tempestivo avvio dello stesso è stato precluso dalla obiettiva farraginosità della normativa di riferimento; quanto, poi, al secondo profilo, aggiungo che le modalità di svolgimento della “ gara ” in parola non presentano alcun nesso con la “ gestione ” della ricostruzione, essendo le stesse di competenza di un’altra e diversa – rispetto a quella che fa capo all’Assessore Di Donatantonio – area amministrativa: il collegamento tra ricostruzione e appalto appare forzato e, forse, cela qualcosa di non ostensibile ).
Infine, Foglia e Guizzetti hanno rimproverato al Sindaco “ la sua presenza alla presentazione della lista Monti a Montorio ”.
°°°
Finalmente, dopo quattro anni, il Segretario del PD e due Consiglieri di maggioranza hanno preso atto del “ centralismo autoritario ” della Giunta guidata da Alessandro Di Giambattista e del default gestionale della medesima.
Per quattro lunghi anni ho messo in chiaro la inadeguatezza politico – amministrativa ( rispetto ai molteplici e gravi problemi che condizionano negativamente la vita pubblica e privata della nostra Cittadina ) dell’attuale Giunta e ho invocato un repentino cambio di rotta: ma mi sono sentito una vox clamantis in deserto.
La durissima presa di posizione di Gianni Di Centa, Anna Foglia e Andrea Guizzetti dimostra che non sono stato un visionario e che la sistematica opposizione da me posta in essere nei confronti dell’attuale establishment paesano non è stata pretestuosa, ma è risultata fondata su ragioni più che legittime.
Sul piano politico, la conclusione non può che essere la seguente:
1 ) con le dimissioni irritualmente, fittiziamente e strumentalmente rassegnate dal Primo Cittadino la scorsa settimana, quest’ultimo si è auto-delegittimato dinanzi al corpo elettorale e alla società civile;
2 ) con la “ sfiducia ” palesata nei loro confronti dal Segretario del PD e dai due Consiglieri sopra menzionati, lo stesso Sindaco e i suoi Assessori non hanno più l’appoggio politico del partito di maggioranza relativa e di una qualificata parte della maggioranza consiliare;
3 ) pertanto, Alessandro Di Giambattista deve – questa volta realmente ed osservando rigorosamente la procedura delineata dall’art. 53 del TUEL – dimettersi, con ciò consentendo alla nostra comunità di liberarsi dal pesante giogo impostole da un ceto politico-burocratico-imprenditoriale che, da oltre venti anni, la costringe a sopportare ( oltre che una disastrosa mala gestione della cosa pubblica, anche ) una opprimente ed umiliante condizione di vera e propria sudditanza sociale ed economica.Montorio al Vomano, lì 09.03.2013Avv. Gersan Persia – Consigliere Comunale

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Commenti sulle dimissioni del Sindaco. Articolo del Consigliere Gersan Persia.

LA LETTERA DI DIMISSIONI DEL SINDACO
Montorio al Vomano, lì 01.03.2013
Al Consiglio Comunale …
Oggetto: Dimissioni …

Sig. ri Consiglieri, …
Il sottoscritto dott. Di Giambattista Alessandro, Sindaco pro-tempore del Comune di Montorio al Vomano, con la presente rassegna le dimissioni dal proprio incarico ai sensi della normativa richiamata in oggetto.
Distintamente
Alessandro Di Giambattista

MA NON SI GIOCA CON GLI INTERESSI DELLE PERSONE
Questa mattina mi è stata notificata la lettera di dimissioni del Sindaco .
In merito alla stessa, brevemente osservo che essa:
a ) è indirizzata al “ Consiglio Comunale ” e non a me, in qualità di Consigliere Comunale;
b ) è priva di motivazione.
Quanto al punto sub lett. a ), la notifica non ha valore giuridico alcuno e la procedura seguita appare contra legem o, quantomeno, praeter legem, posto l’art. 53, 3° c., del TUEL stabilisce che le dimissioni devono essere “ presentate al Consiglio ” Comunale ( che costituisce un organo collegiale ) e non ai singoli Consiglieri individualmente considerati ( la circostanza che la predetta lettera sia indirizzata al “ Consiglio ” appare un inutile escamotage con il quale si cerca di aggirare il chiaro dettato normativo ).
Al momento, quindi, il Primo Cittadino ha soltanto manifestato la sua volontà di lasciare l’incarico sindacale, senza peraltro formalizzarla nelle forme normativamente prescritte ( le quali prevedono la convocazione dell’organo consiliare ai fini dell’adempimento delle formalità dettate dalla disposizione legislativa su evocata ).
Quanto al punto sub lett. b ), il difetto di motivazione comprova il carattere fittizio delle dimissioni in parola e giustifica l’anomalia procedurale avanti evidenziata: infatti, la convocazione del massimo consesso civico ( e il dibattito che ne sarebbe scaturito ) avrebbe ( avrebbero ) fatto emergere la strumentalità dell’operazione sindacale, finalizzata – esclusivamente – a “ richiamare all’ordine ”, sulla base di una predefinita scala gerarchica, alcuni assessori e lo stesso Coordinatore locale del PD, colpevoli di aver criticato il centralismo autocratico che, da sempre, ha connotato la gestione politico – amministrativa del Dott. Di Giambattista.
In conclusione:
il Sindaco non si è dimesso e non si dimetterà e fra qualche giorno ( una volta “ ricucita ” l’apparente “ crisi politica ” su cennata ) “ ritirerà ” le sue finte dimissioni, con buona pace di tutti.
Domanda: ma è lecito giocare in questo modo con gli interessi dei cittadini ?
Montorio al Vomano, lì 2 marzo 2013
Avv. Gersan Persia – Consigliere Comunale

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DIMISSIONI DEL SINDACO ?

L’art. 53, 3° c., del Codice degli Enti Locali così recita: “ Le dimissioni presentate dal Sindaco … diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al Consiglio. In tal caso si procede allo scioglimento del … Consiglio, con contestuale nomina di un Commissario ”.
Il Sindaco non ha ancora presentato le proprie dimissioni al Consiglio Comunale: perciò, al momento, è come se le stesse non fossero state mai formalizzate.
La loro eventuale presentazione ( secondo le modalità prescritte dalla legge ) sancirebbe, in ogni caso ( quindi, anche nell’ipotesi di un possibile ripensamento entro il precitato termine di 20 giorni ), il fallimento politico del Dott. Di Giambattista e della ( litigiosa ed inconcludente ) coalizione che lo ha sostenuto in campagna elettorale.
Esse, tuttavia, potrebbero avere anche il seguente significato: constatata l’impossibilità di conciliare l’inconciliabile, il Sindaco ha voluto ammonire i tanti e bellicosi “ galletti ” che popolano la sua Giunta, inviando loro il seguente messaggio: “ attenzione, o si cambia rotta e si cerca di vivere tutti d’amore e d’accordo, oppure io mi dimetto, e se cado io cadiamo tutti quanti ”.
Insomma, simul stabunt vel simul cadent ! ( cioè, insieme staranno o insieme cadranno ).
Montorio al Vomano, lì 02.03.2013
Avv. Gersan Persia – Consigliere Comunale
 
 
L’OPPOSIZIONE C’E’
L’opposizione è geneticamente prodotta dalla competizione elettorale: quest’ultima, a sua volta, è espressione di un ordinamento fondato sul pluralismo politico.
Nel corso della campagna elettorale, le diverse e contrapposte forze politiche formulano altrettante offerte progettuali e programmatiche, assicurando ai cittadini che il loro modo di operare – in seno agli organi rappresentativi ed istituzionali – sarà connotato dalle particolari visioni, ideologiche e pragmatiche ad un tempo, sottese a quelle offerte, sulle quali chiedono il necessario consenso.
In esito alla gara elettorale, qualcuno vince e qualcun altro soccombe: ne discende, fisiologicamente, che, mentre il vincitore cercherà di dare attuazione al suo disegno elettorale, il perdente ( che non è convinto della bontà del disegno avversario, avendone confezionato uno tutto suo e a quello alternativo ) tenterà di impedirglielo: appunto perché lo ritiene non conforme ai bisogni e alle esigenze della comunità.
Se le cose stanno così, l’opposizione appare connaturata ad ogni sistema politico di matrice democratica ( in seno ai modelli statuali basati su forme di governo dittatoriali e/o totalitarie, il discorso, ovviamente, muta e meglio sarebbe parlare, in maniera più appropriata, di diritto di resistenza e di diritto alla disobbedienza civile esercitati dai consociati, in forme individuali e/o collettive, in funzione schiettamente anti-sistema e, quindi, rivoluzionaria ): pertanto essa non va aggettivata ( la conforme affermazione del mio antico Professore di Filosofia, quindi, è senz’altro da condividere ).
Tanto precisato, la vera questione è un’altra ed è la seguente: quale contenuto deve avere l’attività oppositiva ? In che cosa essa si concreta ?
La questione, in altri termini, riguarda il sostantivo e non l’aggettivo ( assolutamente ridondante, come avanti si è veduto ).
Perché mi pongo questa domanda ?
Perché è, ormai, un luogo comune asserire che a Montorio al Vomano “ l’opposizione non esiste ”.
Non esiste: eppure, in questi ultimi quattro anni, grazie alla “opposizione che non c’è ” i cittadini hanno potuto conoscere ciò che accadeva all’interno del “ Palazzo ”.
Ricostruzione, piano di sicurezza in caso di calamità naturali, centro storico, viabilità, pedonalizzazione, arredo urbano, edilizia cimiteriale, salute ( amianto ) e igiene pubbliche, raccolta dei rifiuti solidi urbani, randagismo, urbanistica, beni paesaggistici, abusivismi di ogni tipo ed evasione fiscale, IMU, costi della politica ( indennità di funzione del Sindaco e degli assessori ), bilancio ( residui attivi, debiti fuori bilancio ), spesa pubblica fuori controllo ( il debito pubblico comunale è di 16 milioni di euro ), associazionismo locale, croce bianca, polo scolastico, impianti sportivi, servizi culturali ( biblioteca comunale, cineteatro ), edilizia residenziale pubblica ( case popolari ), opere pubbliche mai ultimate, inefficienza degli uffici comunali, durc, spese giudiziali e avvocatura municipale, trasparenza amministrativa ( diritto di informazione dei consiglieri comunali e riprese televisive dei lavori consiliari ), convenzioni d’oro, motodromo, referendum, frazioni, giornalino comunale e diritti della minoranza, … : questi ( e non sono tutti ) sono stati i temi che l’opposizione ha affrontato pubblicamente, trattandoli oralmente ( nel corso delle adunanze dell’organo di vertice dell’ordinamento municipale ) e per iscritto ( attraverso la redazione di documenti pubblicati a mezzo della bacheca di Via P. De Angelis, della stampa, della radio e della rete: blog “ Rialzati Montorio ” e FB ).
A ciò si aggiungano le interrogazioni, le proposte di deliberazione, le istanze e le denunce che hanno avuto per oggetto rilevanti questioni attinenti alla vita amministrativa e sociale di Montorio al Vomano.
Questa attività ( costituente il frutto di esame e di studio delle carte amministrative ) non è qualificabile come “ opposizione ” ?
Cosa avrebbe dovuto e potuto fare di più la minoranza ? Forse eliminare fisicamente il Sindaco e gli assessori ?
La minoranza, in questi ultimi quattro anni, dunque, ha svolto il suo compito istituzionale, “ opponendosi ” sistematicamente ad una maggioranza consiliare tanto improduttiva sul piano politico, quanto arrogante su quello decisionale: e lo ha fatto proponendo un “ agire amministrativo ” antitetico ( in termini di stile, di metodo e di contenuto ) a quello concretato dalla Giunta di centro sinistra.
La verità è un’altra, pertanto, ed è la seguente.
E’ la cittadinanza ( meglio: quella parte della stessa che sostiene – immotivatamente – che “ l’opposizione non c’è ” ) che è stata assente ed omissiva: infatti, essa si è disinteressata ( per pigrizia, per scarso senso civico, per disaffezione alla politica ? ) delle vicende amministrative valorizzate ( criticamente ) e rese di pubblico dominio, con i mezzi informativi e nei modi divulgativi sopra evidenziati, dall’ “ opposizione che c’è ”.
Montorio al Vomano, 2 marzo 2013Avv. Gersan Persia – Consigliere Comunale
 
 

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