Archivio Ottobre 2014

Uccp soltanto nelle zone «a elevata densità di popolazione».


“ Le Uccp ( Unità di cure primarie ) si faranno soltanto nelle zone «a prevalente ed elevata densità di popolazione».
E’ scritto nella bozza di Convenzione che le Regioni starebbero per presentare ai sindacati della medicina generale.
La medicina di famiglia dovrà ristrutturarsi su entrambi gli assi cartesiani.
Su quello orizzontale ci stanno le Aft ( Aggregazioni funzionali del territorio ), che inquadreranno la totalità dei medici di famiglia:
a ) ognuna coprirà un bacino di circa 30mila abitanti e sarà «monoprofessionale» ( cioè ricomprenderà soltanto i medici delle Cure primarie: medici di medicina generale, che potranno mantenere il proprio studio, e guardie );
b ) si strutturerà per assicurare:
° ) l’h24 sette giorni su sette ( il che significa medici e guardie in servizio permanente, a rotazione oraria e settimanale );
° ) la medicina d’iniziativa ( assistenza programmata delle cronicità secondo il Chronic care model );
° ) l’integrazione con il sistema dell’emergenza-urgenza (per snellire i pronto soccorso da codici bianchi e verdi).
Sull’asse verticale ,invece, ci stanno le Uccp ( Unità complesse di cure primarie ): saranno multiprofessionali, cioè raggrupperanno non soltanto i medici delle Cure primarie ( inquadrati in una o più Aft, a seconda delle dimensioni ) ma anche specialisti, infermieri, pediatri e altre figure sanitarie e non; saranno inoltre «parte fondamentale ed essenziale del distretto», garantiranno le prestazioni diagnostiche di primo livello e assicureranno la presa in carico continuativa dei malati cronici e complessi.
E avranno sede unica ( fornita dall’Asl o dalla Regione ), dove i medici di medicina generale dovranno esercitare anche se non saranno necessariamente costretti ad abbandonare il vecchio studio ( la questione dovrebbe essere lasciata al legislatore regionale ).
Le Uccp non assorbiranno tutti i medici di famiglia e dovrebbero sorgere soltanto nelle aree a elevata densità di popolazione ” ( le note che precedono riproducono – in sintesi – un articolo pubblicato su una rivista sanitaria ).

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A QUESTO PUNTO LA “ SPERIMENTALE E COSTOSA ” UCCP di Montorio al Vomano non ha più ragione di esistere.
In merito alla “ questione ” relativa alla nominata UCCP, voglio puntualizzare che:
a ) se da un lato, la ASL e la Regione non hanno mai riscontrato la mia nota del 4 luglio u.s.;
b ) dall’altro lato, il Comune non ha preso in considerazione il cahier de doléances consegnatogli da Francesca Di Francesco in rappresentanza di 1.300 cittadini.
L’Autorità Sanitaria e l’Autorità Regionale sono silenti e l’Autorità Municipale dorme : tutte, comunque, si mostrano indifferenti rispetto alle richieste e ai bisogni dei consociati.
Che fare, allora ?
Considerata la storica inconsistenza delle cc.dd. “ opposizioni ” di partito e consiliari ( la “ mia ” opposizione ha costituito una irripetibile “ eccezione ” ), l’unica strada seriamente praticabile appare quella della formazione di un “ comitato civico ” avente lo scopo di far valere – innanzi a tutte le sedi ( politiche, amministrative e, ove necessario, giudiziarie ) – i diritti dei cittadini.
Pertanto,
a ) sul rilievo che “ la democrazia ha bisogno di cittadini attivi ( e ) non sa che farsene dei cittadini passivi, apatici e indifferenti ” ( Norberto Bobbio ).
b ) invito Francesca Di Francesco e i montoriesi tutti a creare questo “ comitato ”ai fini del conseguimento dell’obiettivo innanzi indicato.
In difetto … ciascuno badi a se stesso !
Montorio al Vomano, lì 14.10.2014 Avv. Gersan Persia

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Renzi annunciava la sparizione delle Province…ennesimo slogan che ha portato alla perdita di potere del cittadino votante nei confronti della politica (o meglio di una “nuova dittatura”), che nel frattempo ha scelto i nuovi Consiglieri Provinciali ( secondo una perfetta distribuzione dei 12 ‘seggi’ tra il centrodestra e il centrosinistra):

Costituente Popolare per Teramo: Massimo Vagnoni, Graziano Ciapanna, Nicola Di Marco; La Casa dei Comuni: Vincenzo Di Marco, Barbara Ferretti, Mauro Scarpantonio, Flaviano De Vicentiis, Maurizio Verna, Piergiorgio Possenti; La Forza del Territorio con Astolfi: Tonia Piccioni, Franco Fracassa, Severino Serrani. Nell’elenco figurano tre sindaci: quello di Alba Adriatica, Piccioni, di Penna Sant’Andrea, Serrani e di Castellalto, Vincenzo Di Marco; due i consiglieri comunali di Teramo, Fracassa (Futuro In) e Verna (Pd). Presidente Renzo Di Sabatino. Nessun presente di Montorio.

 

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Forse troppo impegnati in faide interne alcuni, chi nel ricostruire un qualcosa che non esiste, tant’è che le opposizioni in Consiglio Comunale non si sono sentite in proposizioni o in critiche più o meno costruttive nei confronti dell’Amministrazione Di Centa. O forse non si sono fatte sentire bene (ricordiamoci che i nuovi mezzi di comunicazione quali social network, blog, ecc., hanno profondamente cambiato il modo di percepire la politica sia a livello locale che nazionale). I temi di confronto non mancano: il Piano di Ricostruzione post-sisma sempre più in ritardo e sempre più legato a liti e pseudo-spartizioni quando invece c’è da fare per tutti; la TASI e la TARI, tasse che per le famiglie più svantaggiate potevano essere quantomeno riviste e diminuite. Ma niente! Questa riflessione viene fuori da alcune telefonate e e-mail ricevute dalla redazione del blog ove si lamentava che lo stesso non fosse “efficiente e battagliero” come un tempo. Siamo d’accordo. Però sarebbe più giusto PARTECIPARE e non aspettare che il Gersan Persia di turno (pare che molti già abbiano nostalgia dell’ex Consigliere)  ”lanci la bomba” per poi parlarci o sparlarci su. Quindi, i temi, le critiche, le proposte, possono (anzi DEVONO) venire fuori anche, e soprattutto, dai lettori e fruitori di questo blog. Tutto sarà gradito (dai montoriesi innanzitutto). La nostra prima proposta? Per cominciare largo ai giovani delle opposizioni in Consiglio Comunale: Montorio ne ha bisogno.

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